Piemonte

Una mostra fotografica racconta il legame tra ieri e oggi

Nuova sezione del percorso dedicato alla memoria collettiva, con pannelli collocati nelle borgate.

Valcasotto ha celebrato domenica 30 agosto San Ludovico, patrono della comunità, e la seconda edizione della Giornata dell’Orgoglio Valcasottese. Residenti, villeggianti, persone originarie della valle, autorità e amici del borgo si sono ritrovati per una giornata dedicata alla memoria e alla vita della comunità.

L’appuntamento è arrivato una settimana dopo la Sagra della Polenta Saracena e ha confermato la capacità del paese di mantenere vivi i legami nonostante lo spopolamento. La giornata si è aperta con la messa patronale nella chiesa parrocchiale, celebrata da don Giuseppe Canavese, che ha ricordato la figura di San Ludovico e il valore dei santi come guide e modelli tramandati dalle generazioni precedenti.

La memoria incontra il presente

Al termine della celebrazione, l’attenzione si è spostata alla Cappella di Santa Libera, dove è stata inaugurata la nuova sezione della mostra fotografica Valcasotto custodisce la memoria e vive il presente – Per continuare a sentirsi comunità. Il progetto, nato per valorizzare l’archivio fotografico di Ugo Robaldo, affianca alle immagini storiche in bianco e nero fotografie a colori realizzate dagli anni Settanta a oggi.

Le fotografie documentano le prime Sagre della Polenta Saracena, le feste patronali, le celebrazioni religiose, le commemorazioni, i convegni storici e le altre iniziative che hanno segnato la vita del borgo. La principale novità di questa edizione è l’estensione del percorso all’esterno della cappella: grandi pannelli fotografici sono stati collocati lungo le vie e nelle borgate, nei luoghi in cui le immagini furono scattate decenni fa.

Secondo Alessandro Briatore, presidente dell’Associazione Amici di Valcasotto APS, l’obiettivo non è proporre una celebrazione nostalgica del passato, ma usare la memoria come base per guardare al futuro. Il progetto è stato realizzato anche grazie al contributo della Fondazione CRC e al sostegno di enti, Pro Loco e associazioni del territorio. Durante la giornata sono stati presentati inoltre una nuova brochure e il sito internet dell’associazione, con informazioni sulla storia e sulle attività del borgo.

Il riconoscimento alla comunità

La manifestazione è proseguita con il pranzo conviviale alla tensostruttura della borgata Ghirardi, organizzato in collaborazione con La Locanda del Mulino. Nel corso dell’incontro sono stati ricordati i Valcasottesi Benemeriti delle precedenti edizioni, Andrea Giaccone e Daniele Aimone, insieme ai Custodi di Valcasotto.

Un momento di particolare commozione è stato dedicato a Cornelia Roà, storica custode del borgo, scomparsa nei giorni precedenti all’età di 97 anni. Briatore ha ricordato il suo ruolo e quello del fratello Beppino come presenze e memorie viventi della comunità. Il riconoscimento di Valcasottese Benemerito 2026 è stato quindi assegnato a Giacinto Baldracco, già proprietario del Castello di Casotto, per il lungo legame con il paese e per l’impegno nella sua valorizzazione.

Durante la giornata sono stati ringraziati anche i sostenitori delle attività dell’associazione, tra cui la Pasticceria Nasi, la Formaggeria Beppino Occelli e La Locanda del Mulino, oltre alla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, rappresentata dalla consigliera generale Marina Perotti. Un riconoscimento particolare è andato ai volontari, che contribuiscono all’organizzazione delle iniziative durante tutto l’anno.

Il presidente dell’associazione ha ricordato che a vivere a Valcasotto stabilmente sono ormai 19 persone, ma che molti continuano a rispondere agli appelli della comunità. Le difficoltà legate alla burocrazia, allo spopolamento e all’organizzazione non hanno fermato le attività, nemmeno dopo la distruzione dei due tendoni avvenuta pochi giorni prima della manifestazione.

La giornata si è chiusa con un richiamo alle persone che hanno contribuito alla storia della valle e non ci sono più. Per gli organizzatori, la mostra e le iniziative collegate rappresentano il tentativo di trasformare il patrimonio del passato in una base per il futuro. La partecipazione registrata durante la festa è stata indicata come la conferma di un legame ancora vivo con il borgo.