Emilia-Romagna

Buskers, la sfida per una nuova formula alla 40ª edizione

Rebecca Bottoni chiede un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e residenti per sostenere qualità e costi della manifestazione.

Il futuro del Ferrara Buskers Festival torna al centro del confronto dopo le critiche seguite alla 39ª edizione. A intervenire è Rebecca Bottoni, direttrice artistica della manifestazione, che si inserisce nel dibattito aperto dalle proposte di Roberto Manuzzi e dalle osservazioni dell’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli.

Manuzzi aveva suggerito di ripensare radicalmente la formula, restituendo il centro storico a una fruizione libera e gratuita per i buskers e destinando i grandi artisti di strada a spettacoli a pagamento nei teatri cittadini. Gulinelli aveva invece definito non più efficace l’impostazione attuale, chiedendo agli organizzatori di rivedere le modalità di accesso in vista della prossima edizione. Il Comune ha sostenuto l’evento con 110mila euro, mentre i contributi pubblici complessivi coprono circa il 70% del bilancio.

Il valore di una storia lunga 39 anni

Bottoni parte dalla storia del festival e dal rapporto costruito con la città. Secondo la direttrice, la manifestazione non è un appuntamento occasionale, ma una presenza che da 39 anni contribuisce alla vita culturale di Ferrara. Pur riconoscendo l’esistenza di un momento difficile, sottolinea che la quantità di critiche e discussioni dimostra quanto il Buskers continui a essere percepito come parte del patrimonio cittadino.

Da qui nasce l’appello a una responsabilità condivisa, che coinvolga non solo Comune e organizzatori, ma anche imprese, commercianti, associazioni di categoria e cittadini. Le risorse generate dall’evento, sostiene Bottoni, dovrebbero ricadere sul territorio ed essere reinvestite per creare nuove opportunità. Allo stesso tempo, aggiunge, non è possibile pensare che i costi siano sostenuti soltanto dal settore pubblico.

La direttrice richiama anche il lavoro svolto durante l’anno e la necessità di non disperdere le professionalità formate attorno al festival. Tra gli obiettivi indicati c’è infatti la possibilità di garantire continuità lavorativa ai giovani impegnati nello staff, così da trasformare l’esperienza maturata durante l’evento in ulteriori opportunità professionali. Bottoni ribadisce inoltre di considerare legittime le critiche costruttive, distinguendole dagli attacchi personali.

Il nodo del biglietto e dei costi

Il punto più discusso resta quello dell’accesso a pagamento. Bottoni rivendica il ruolo storico del festival nell’aver portato la musica fuori dai luoghi tradizionali dello spettacolo, direttamente nelle strade e nelle piazze. L’introduzione di un biglietto, nella sua lettura, non cancellerebbe necessariamente questa libertà, ma servirebbe a riconoscere il lavoro degli artisti e le risorse necessarie per organizzare la manifestazione.

La direttrice ricorda che il festival svolge un’attività di ricerca e selezione internazionale, portando a Ferrara musicisti provenienti da Paesi e culture differenti. Dietro il programma ci sono trasferte, voli e un lavoro di costruzione artistica che, secondo Bottoni, non può essere confuso con la semplicità apparente dell’esibizione in strada. Senza gli artisti, osserva, il festival non potrebbe esistere.

La questione, quindi, non sarebbe soltanto essere favorevoli o contrari al biglietto, ma individuare un’alternativa concreta capace di coprire i costi qualora si scegliesse di eliminarlo. Bottoni si dice disponibile al confronto, ma chiede soluzioni strutturali. A suo avviso, le spese degli eventi sono aumentate negli ultimi anni anche a doppia cifra percentuale e le decisioni economiche dell’organizzazione sono state assunte, sostiene, con criteri trasparenti e attraverso bilanci pubblicati e certificati.

Il confronto sulla 40ª edizione resta dunque aperto. Da un lato c’è la richiesta di riportare il centro storico a una dimensione libera e popolare; dall’altro, la necessità di garantire sostenibilità economica e qualità al programma. Per Bottoni, il festival può ancora avere un futuro importante, ma sarà necessario che Ferrara faccia squadra e decida quale manifestazione vuole sostenere.