Il colore non è una caratteristica oggettiva e immutabile della realtà, ma il risultato di un processo percettivo complesso, influenzato dall’esperienza, dal linguaggio e dalla cultura. È il tema della lectio magistralis di Ugo Volli, in programma lunedì 7 settembre alle 18 nella sala convegni Vincenzo Da Massa Carrara del Complesso monumentale di San Micheletto, in via San Micheletto 3 a Lucca.
L’incontro, intitolato Il miele verde di Omero. Il colore fra percezione, arti e cultura, sarà il settimo appuntamento del ciclo di conferenze promosso dalla Fondazione Ragghianti. L’iniziativa segna la ripresa degli incontri dopo la pausa estiva. L’ingresso è libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.
La percezione oltre il senso comune
Al centro della riflessione di Volli c’è la distanza tra ciò che suggerisce il senso comune e quanto emerge dagli studi scientifici. Siamo portati a pensare che ogni oggetto possieda un colore stabile, percepito nello stesso modo da tutti, e che fotografie e dipinti possano riprodurlo fedelmente. Anche i significati attribuiti ai colori vengono spesso considerati universali: il nero associato al lutto, il bianco all’innocenza e il verde alla speranza.
Secondo il relatore, però, queste convinzioni sono scientificamente inesatte o, in alcuni casi, del tutto false. La visione dei colori dipende da un articolato processo percettivo e risente delle esperienze personali, delle categorie culturali e dei sistemi comunicativi. Sebbene il meccanismo fisiologico della vista sia simile negli esseri umani, ciò che viene riconosciuto e interpretato può cambiare in base al contesto.
Linguaggio, cultura e tecnologia
La percezione assumerebbe così più la forma di un riconoscimento che quella di una conoscenza pura dei dati visivi. Anche la lingua e la tecnologia contribuiscono a determinare il modo in cui gli individui interpretano i colori. Questi aspetti sono affrontati dalle più recenti ricerche nel campo delle scienze cognitive e dell’intelligenza artificiale, alle quali la conferenza collegherà la riflessione su arti e cultura.
Ugo Volli è stato professore ordinario di Semiotica del testo e Filosofia della comunicazione all’Università di Torino ed è oggi professore onorario dello stesso ateneo. Ha insegnato in diverse università italiane e straniere, tra cui Bologna, New York, Haifa, San Marino e la Iulm di Milano. Ha ricevuto una laurea honoris causa dalla New Bulgarian University ed è membro corrispondente dell’Academia de las Artes y Ciencias de la Comunicación di Buenos Aires.
Studioso dei fenomeni della comunicazione sul piano teorico ed empirico, Volli dirige Lexia e fa parte dei comitati scientifici di Versus, Interfaces numériques, The Journal of Literary Theory e di altre riviste. La sua attività accademica e di ricerca costituisce il quadro di riferimento dell’incontro organizzato dalla Fondazione Ragghianti nel complesso di San Micheletto.