Trenta insegnanti di musica europei al Malaguzzi

Docenti arrivati da otto Paesi hanno lavorato sul Reggio Emilia Approach e concluso il percorso davanti ai bambini.

Trenta insegnanti di musica provenienti da otto Paesi europei hanno concluso al Centro Internazionale Loris Malaguzzi un percorso di residenza durato quattro giorni. L’esperienza si è chiusa con un concerto rivolto ai bambini della scuola dell’infanzia del Centro, coinvolti anche nella scoperta ravvicinata degli strumenti.

Un concerto per conoscere gli strumenti

L’appuntamento finale non è stato soltanto un’esibizione. I bambini hanno potuto osservare da vicino il funzionamento degli strumenti e interagire con essi: hanno infilato un dito nel padiglione di una tromba, premuto i tasti di una fisarmonica e sfiorato la corda di un contrabbasso. Un’esperienza pensata per avvicinare i più piccoli alla musica attraverso l’ascolto e la partecipazione.

L’iniziativa è stata promossa da Aim, Academy for Impact through Music, fondazione che forma insegnanti e operatori impegnati a utilizzare la musica come strumento di contrasto alle diseguaglianze. I partecipanti lavorano in contesti nei quali l’accesso alla formazione musicale non è scontato, tra quartieri periferici, campi profughi e scuole dove gli strumenti difficilmente sono disponibili.

Il confronto con il Reggio Emilia Approach

Durante la permanenza, i docenti hanno lavorato tra il Centro Internazionale, Remida e la scuola di musica Cepam. Alla formazione musicale si è aggiunto il confronto con il Reggio Emilia Approach, che considera la musica uno dei cento linguaggi attraverso i quali i bambini possono esprimersi e costruire conoscenza.

La residenza ha rappresentato un primo momento di collaborazione tra Aim, Reggio Children e l’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia. Il concerto conclusivo ha quindi riunito i partecipanti al percorso e i bambini della scuola dell’infanzia, trasformando la piazza del Centro Malaguzzi in uno spazio di incontro tra educazione, musica e ricerca.