La Cattedrale di San Giusto a Susa si prepara a una nuova fase del percorso di valorizzazione avviato dopo la scoperta della cripta situata sotto l’altare maggiore. La campagna archeologica, durata quattro anni, è terminata e ai primi di novembre partiranno i lavori per il riallestimento del presbiterio, destinato a restituire alla chiesa il suo assetto liturgico rendendo nello stesso tempo visibile l’area sotterranea.
Il passaggio dal cantiere archeologico a quello architettonico è stato presentato dal cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, e da Lisa Accurti, soprintendente per i Beni archeologici e le Belle arti della provincia di Torino. L’occasione è stata l’apertura della mostra 1027-2027, la Cattedrale di San Giusto. Da mille anni generatrice di memorie, allestita nel Museo Diocesano di Arte Sacra e pensata come avvio delle celebrazioni per il millenario della fondazione della Diocesi, previsto nel 2027.
Le scoperte sotto l’altare
La cavità era stata individuata quasi per caso nel 2021, durante il restauro del coro ligneo. Chiusa e coperta dal pavimento circa 700 anni fa, dopo un crollo avvenuto in epoca medievale, aveva conservato tracce utili a integrare la ricostruzione delle vicende dell’edificio. Nel corso delle operazioni sono emersi frammenti di affreschi successivi all’anno Mille, elementi architettonici, ornamenti religiosi e altri reperti.
Le attività, avviate su impulso dell’allora vescovo Cesare Nosiglia e sostenute dal suo successore, hanno richiesto lo spostamento di 900 metri cubi di materiale e un investimento complessivo di circa un milione di euro. Una parte dei materiali è ancora affidata alla Soprintendenza per le operazioni di datazione e restauro. I reperti già disponibili sono invece esposti nel percorso dedicato alla storia dell’edificio, costruito nel 1027 sopra una precedente struttura di epoca romana.
Il nuovo assetto del presbiterio
La cripta resterà aperta e accessibile alle spalle dell’altare maggiore. Il piano di intervento, dal valore di circa 130 mila euro, prevede una nuova pavimentazione sospesa sopra il vano crollato e il riposizionamento dell’altare, che sarà avanzato di alcuni metri rispetto alla collocazione precedente. Il coro ligneo tornerà nella posizione originaria, compatibilmente con lo spazio lasciato libero per consentire l’ingresso dei visitatori.
Nella zona sotterranea saranno ricollocate le reliquie di San Giusto e i resti dei vescovi sepolti in passato nella cripta. Sopra l’altare sarà collocato anche un crocifisso ligneo restaurato, del quale sono stati recuperati i colori originali. L’intervento non comporterà la chiusura al pubblico della chiesa e dovrebbe concludersi entro l’estate 2027, completando il programma di lavori collegato alle celebrazioni.
La mostra del Museo Diocesano raccoglie pannelli, l’atto fondativo originale, capitelli, frammenti di affreschi e ornamenti in ottone databili tra il XII e il XIII secolo. Il crocifisso resterà esposto solo temporaneamente, in attesa del rientro nella Cattedrale. Il percorso è visitabile il sabato e la domenica dalle 15 alle 18; negli altri giorni l’apertura è prevista su prenotazione per gruppi e scolaresche.