Genova (GE)

Orlando Furioso debutta al Teatro Ivo Chiesa di Genova

La rilettura di Davide Livermore intreccia passioni, follia e figure femminili in un allestimento sospeso tra passato e futuro.

Successo al Teatro Ivo Chiesa di Genova per la prima nazionale di Orlando Furioso, andata in scena giovedì sera 8 ottobre. La regia è firmata da Davide Livermore, mentre l’adattamento è di Margherita Rubino. Lo spettacolo affronta il poema cavalleresco di Ludovico Ariosto, pubblicato nel 1516, muovendosi tra guerra, desiderio, perdita del senno e ricerca di un equilibrio che sembra continuamente sfuggire.

Amori, follia e libertà

Il testo ariostesco costruisce una trama ampia e articolata, nella quale alla guerra tra Franchi e Mori e alla follia di Orlando si intrecciano numerose vicende secondarie. La regia concentra l’attenzione soprattutto sui rapporti tra le coppie, sugli innamorati e sugli aspiranti tali. Orlando, interpretato da Linda Gennari, è presentato come un guerriero tronfio e vanesio, convinto di poter avere Angelica per sé e di sottrarla al cugino Rinaldo.

La certezza del protagonista crolla quando scopre che Angelica si è innamorata di Medoro, figura lontana dal modello del guerriero dominante. La giovane gli ha giurato fedeltà anche attraverso un gioiello ricevuto da lui. Orlando reagisce chiudendosi nel silenzio per tre giorni e tre notti, prima di perdere completamente il senno: si spoglia, devasta alberi e campagne, aggredisce pastori e agricoltori, quindi attraversa la Francia in una fuga che lo porta persino a sfinire una cavalla fino alla morte.

Nel racconto emerge la particolare attenzione verso le donne dal temperamento libero, a cominciare da Angelica, non disposta a conformarsi ai modelli maschili dominanti. Anche la maga Alcina, descritta come volgare e crudele, diventa un personaggio attraverso il quale lo spettacolo riflette sui rapporti tra uomini e donne e sulle parole spesso usate per giudicare le relazioni femminili. Bradamante, promessa sposa di Ruggiero e valorosa guerriera cristiana, mostra invece apertamente la propria delusione quando scopre che l’amato è stato sedotto da Alcina.

Un immaginario sospeso

La messinscena mescola epoche e avvenimenti, sottolineando quanto alcuni vizi e disorientamenti descritti da Ariosto siano ancora riconoscibili nel presente. Il tema della perdita del senno viene così proiettato anche sul mondo contemporaneo, fino alla sensazione che l’umanità e i suoi governanti abbiano smarrito una direzione. Il cast è tutto al femminile e comprende Anna della Rosa, Linda Gennari, Mariangela Granelli, Laura Marinoni, Annamaria Ghirardelli e la danzatrice Silvia Bennet.

Un ruolo importante è affidato a Fulvio Pepe, narratore ironico e autorevole, chiamato a orientare il pubblico dentro la complessità dell’intreccio. Il suo personaggio accompagna la vicenda con uno sguardo disincantato sull’amore, definito un sentimento ampiamente sopravvalutato. Le scene di Eleonora Peronetti hanno al centro il relitto di un aereo Douglas con un’ala spezzata, elemento imponente che diventa di volta in volta casa e alcova.

Fumo, fondali dedicati a sole, luna e terra, sete sospese e costumi di Gianluca Falaschi contribuiscono a creare un universo senza tempo, a metà tra realtà e sogno. Le musiche, costanti per tutta la rappresentazione, accompagnano un’azione caratterizzata da ritmo sostenuto e numerosi elementi visivi. Proprio la ricchezza dell’allestimento rappresenta però anche il principale limite: la rapidità dell’azione e la sovrapposizione di suoni, immagini e linguaggio cinquecentesco possono rendere difficile soffermarsi sui singoli passaggi.

La durata complessiva, pari a due ore e venti minuti, viene indicata come un ulteriore aspetto da rivedere, eventualmente introducendo almeno un intervallo. Lo spettacolo resterà in cartellone a Genova fino al 18 ottobre. Dopo il debutto ligure, è prevista una tournée in diverse città italiane a partire da gennaio 2027.