Nico Piro, giornalista e inviato della Rai, è il vincitore dell’edizione 2026 del Premio Nazionale Cultura della Pace-Città di Sansepolcro. La decisione è stata assunta dal Comitato Tecnico del Premio e comunicata dall’Associazione Cultura della Pace e dal Comune di Sansepolcro, attraverso l’Assessorato alla Cultura. Il riconoscimento è stato assegnato per il campo di indagine del giornalismo di guerra.
Nato a Salerno nel 1971, Piro ha iniziato il proprio percorso professionale al Corriere del Mezzogiorno, il dorso regionale del Corriere della Sera in Campania. Dal 2000 è stato redattore di RaiNet News, la testata internet della Rai, per poi passare nel 2003 al Tg3. A partire dal 2006 ha seguito in modo particolare il conflitto e la situazione politica e sociale in Afghanistan, realizzando reportage per Agenda del Mondo, rubrica di Rai3 dedicata alle notizie internazionali.
Il lavoro nei teatri di guerra
Nei suoi servizi dall’Afghanistan, il giornalista ha raccontato la vita quotidiana della popolazione, l’attività delle organizzazioni umanitarie e la missione delle truppe straniere, comprese quelle italiane. Nel marzo 2007, a Kabul, ottenne e diffuse per primo il video realizzato dai sequestratori di Daniele Mastrogiacomo, documento utilizzato per dimostrare che il giornalista de la Repubblica era ancora in vita.
Insieme al cameraman del Tg3 Gianfranco Botta, Piro ha seguito da vicino le truppe statunitensi impegnate nei combattimenti e ha mostrato le prime immagini degli scontri che coinvolsero i militari italiani in Afghanistan, il 6 ottobre 2009. Il video della battaglia di Parmakan fu ripreso da diversi siti e quotidiani e rilanciato dalle agenzie Ansa e Apcom. Nello stesso anno intervistò Abdullah Abdullah, candidato alla presidenza afghana, che denunciava irregolarità nella gestione delle elezioni da parte del governo di Hamid Karzai.
La cerimonia a novembre
Il 17 settembre 2009 Piro fu inoltre l’unico testimone della Rai dell’uccisione di sei paracadutisti italiani a Kabul. Nel 2016 realizzò la prima diretta Facebook della Rai in occasione delle elezioni presidenziali statunitensi, esperienza che gli valse il Premiolino come pioniere italiano del giornalismo mobile.
Secondo l’Associazione Cultura della Pace, il riconoscimento premia il lavoro svolto da Piro come giornalista e inviato di guerra e la sua capacità di raccontare la realtà mantenendo attenzione per la singolarità e il valore di ogni persona. La consegna del premio è prevista durante la cerimonia di sabato 21 novembre 2026 a Sansepolcro.
Nella stessa occasione sarà conferita una menzione speciale alla Poti Pictures di Arezzo, casa cinematografica apprezzata dall’associazione per il lavoro dedicato al talento individuale, alla diversità e all’inclusione. Sarà inoltre consegnato il Premio Nazionale Nonviolenza 2026 a Shiva Boroumand e Parisa Nazari, dissidenti iraniane del movimento Donna Vita Libertà. Durante l’evento è prevista anche la presentazione in anteprima nazionale dell’ultimo lavoro di Piro, Disarmiamo le parole, pubblicato da Fazi Editore.