Lombardia

Moto Guzzi, riapre il museo dopo il maxi progetto industriale

Ingresso fissato a 12 euro dal 7 settembre, dopo quasi quattro anni di interventi e un investimento da 50 milioni

Moto Guzzi ha presentato il rinnovato museo e il nuovo stabilimento di via Parodi, a Mandello del Lario, alla vigilia del Motoraduno 2026. L’accesso è stato riservato per la prima volta a stampa e autorità, in occasione di un appuntamento al quale hanno partecipato i vertici di Piaggio Matteo e Michele Colaninno, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, rappresentanti delle istituzioni provinciali e regionali, autorità militari e forze dell’ordine. A fare gli onori di casa è stato il sindaco Riccardo Fasoli.

Il complesso è stato interessato da un intervento durato quasi quattro anni e costato 50 milioni di euro. La ristrutturazione ha mantenuto gli spazi storici nei quali le motociclette vengono prodotte dal 1921, trasformandoli in un ambiente che unisce area produttiva, architettura e percorso espositivo. All’interno della fabbrica sono stati ricavati piazze e spazi che, in futuro, potrebbero ospitare anche iniziative aperte alla cittadinanza.

Un percorso tra storia e innovazione

Il museo è caratterizzato dal contrasto tra il rosso associato al marchio e il bianco delle sale espositive. Il percorso parte dalle prime motociclette dell’Aquila e prosegue con la sala dedicata ai motori, dove sono esposti il V8 e altri modelli rilevanti nella storia dell’azienda. Sono presenti anche le due ruote più antiche, quelle legate alla ripresa del Paese dopo le due guerre, i mezzi utilizzati dalle forze dell’ordine, le enduro e le motociclette apparse in film come Il sorpasso e La strada.

Completano l’offerta l’archivio storico e una zona bar-bistrot. L’apertura ufficiale è prevista per lunedì 7 settembre, con un biglietto d’ingresso di 12 euro. Il progetto architettonico è stato curato da Greg Lynn e ha interessato sia gli spazi produttivi sia quelli destinati alla collezione, con l’obiettivo dichiarato di conservare la memoria industriale del sito e, allo stesso tempo, aggiornarne funzioni e ambienti.

Le istituzioni: investimento sul futuro

Durante la presentazione, Michele Colaninno ha descritto la trasformazione come un intervento capace di mettere in relazione tecnologia, robotica, arte e storia. L’amministratore delegato di Piaggio ha definito il sito un punto di riferimento tecnologico nel settore motociclistico e ha sottolineato il valore del marchio, legato a oltre un secolo di produzione italiana.

Per Attilio Fontana, il nuovo polo rappresenta un investimento sul futuro della manifattura lombarda. Il presidente regionale ha evidenziato la presenza di nuove tecnologie e linee produttive accanto agli elementi storici dello stabilimento. Mauro Piazza, sottosegretario regionale con delega all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio regionale, ha invece richiamato le possibili ricadute sul turismo del Lario e della riviera lecchese, indicando il museo come un’ulteriore occasione per conoscere la storia industriale del territorio.

Il sindaco Riccardo Fasoli ha ricordato che il Comune lavora al progetto dal 2015 e ha ringraziato la famiglia Colaninno, l’architetto Greg Lynn e gli uffici comunali coinvolti nell’iter urbanistico. Secondo il primo cittadino, il risultato conclude un percorso a lungo ritenuto difficile da realizzare. La prossima sfida, ha spiegato, sarà mantenere attivi gli ambienti e fare dello stabilimento un luogo capace di unire produzione, lavoro e aggregazione.