Maurizio Sangineto, conosciuto con il nome d’arte di Sangy, ha costruito il proprio percorso professionale attraversando ambiti diversi: dalla musica alla produzione audiovisiva, fino alla comunicazione e al naming. La sua biografia è stata raccontata durante una puntata della trasmissione di Radio Eco Vicentino Parlami di Te, condotta da Mariagrazia Bonollo e Gianni Manuel.
Il nome Sangy, spiega Sangineto, è quello con cui si firmò alla Siae nel 1974. La passione per la musica, tuttavia, non nacque subito. Il padre suonava la chitarra, ma inizialmente il futuro musicista non pensava di seguirne l’esempio. A cambiare direzione fu un episodio casuale: dopo aver notato un gruppo di ragazze raccolte attorno a un chitarrista, Sangineto tornò dal padre e gli chiese di insegnargli a suonare.
Dai Firefly alle classifiche americane
Da quella scelta prese forma il percorso che lo avrebbe portato a entrare nei Firefly. Il gruppo nacque nel 1978 e, secondo il racconto di Sangineto, nel giro di due o tre anni raggiunse una notevole popolarità. I componenti seguivano ogni settimana le posizioni riportate dalla rivista Billboard, verificando l’andamento dei propri brani nella classifica dance americana.
I Firefly arrivarono vicino al primo posto, collocandosi davanti ad artisti di fama internazionale come Quincy Jones e Michael Jackson. Quel risultato, racconta Sangineto, rappresentò un traguardo difficile da immaginare. L’esperienza nelle classifiche, però, non lo portò a fermarsi: osservando su Mtv la crescente diffusione dei videoclip, intuì che la musica sarebbe stata sempre più legata alle immagini.
La svolta verso audiovisivi e comunicazione
La nuova fase professionale lo portò ad aprire uno studio video. Il passaggio non fu privo di difficoltà e, nel suo racconto, si presentò come una scelta obbligata tra la capacità di reinventarsi e il rischio di fallire. Sangineto decise di rivolgersi anche ad aziende ed enti, unendo creatività e comunicazione in una fase in cui, a suo dire, erano ancora pochi a realizzare prodotti audiovisivi di questo tipo.
Il lavoro si è quindi esteso alla produzione di documentari, film istituzionali e spot pubblicitari per diverse realtà. In seguito, Sangineto ha individuato un ulteriore ambito di attività nel naming, cioè nella creazione di nomi per aziende, prodotti, servizi, pubblicazioni, progetti ed enti.
Durante la pandemia di Covid, spiega, ha provato a riconoscere il filo conduttore tra le competenze maturate negli anni. La conclusione è stata che l’invenzione dei nomi aveva accompagnato il suo percorso fin dagli esordi musicali. Per Sangineto, infatti, i nomi hanno anche una dimensione sonora e l’esperienza da musicista può aiutare a valutarne l’efficacia all’ascolto. Una traiettoria sviluppata in più direzioni, ma ricondotta dallo stesso Sangineto all’idea che ogni persona possa avere un talento particolare.