Toscana

Maria Luisa, la bambina simbolo della Liberazione

Le vicende del settembre 1944 tornano al centro delle commemorazioni, tra il dramma di Figline e la fine del regime nazifascista.

A 82 anni dalla Liberazione di Prato, le celebrazioni riportano al centro della memoria collettiva le vicende che segnarono gli ultimi giorni della guerra e del regime nazifascista. Tra le storie ricordate c’è quella di Maria Luisa Faggi, una bambina di nove anni uccisa il 5 settembre 1944, alla vigilia della fine dell’occupazione tedesca.

La tragedia alla Querce

Maria Luisa viveva con la famiglia nella zona de La Querce. Quel giorno, dopo il cessato allarme, uscì dal rifugio antiaereo insieme alla cugina Orfea. Di fronte a loro c’erano un prato e un albero di fichi. Mentre raccoglieva e mangiava alcuni frutti, la bambina fu colpita dal proiettile sparato da un soldato tedesco e morì. Fu l’ultima vittima della guerra in quella comunità.

La morte precipitò la famiglia e gli abitanti della frazione in un dolore difficile da raccontare. Per molti anni la vicenda rimase avvolta nel silenzio, fino a quando una conversazione con la staffetta partigiana Giorgio Macrì contribuì a trasformare quella sofferenza in un percorso di conoscenza. L’obiettivo divenne far uscire la storia dall’ambito familiare e renderla parte della memoria condivisa della città.

Dalle testimonianze al libro

A raccogliere i primi frammenti della vicenda fu Angela Riviello, presidente di Anpi-Prato. I documenti consultati all’anagrafe e nell’archivio della chiesa di Gonfienti sono stati affiancati dalle testimonianze orali dei parenti e dalla ricerca degli storici Andrea Giaconi e Riccardo Cammilli. Il lavoro ha permesso di ricostruire gli ultimi momenti della bambina e il contesto in cui maturò la tragedia.

Nel 2018, nel giardino della scuola di Pizzidimonte, è stata collocata una targa dedicata a Maria Luisa. Il percorso è proseguito con incontri di raccolta fondi al circolo I Risorti e con la pubblicazione del volume Maria Luisa Faggi (una bambina) 1935-1944. Voci, memorie, testimonianze. Il libro, presentato al giardino Buonamici nell’ambito delle iniziative Aspettando il 6 settembre, raccoglie fatti e testimonianze con il contributo della drammaturga Giulia Calamai e dell’autrice Carolina Leporatti. La pubblicazione è disponibile alla libreria Gori di via Ricasoli.

La storia di Maria Luisa torna così a essere proposta alle nuove generazioni come testimonianza di una guerra vissuta anche dai più piccoli e come richiamo alla necessità di non disperdere le tracce del passato. Nel ricordo della bambina si incontrano il lutto della comunità de La Querce, la tragedia degli ultimi giorni del conflitto e la gioia per la fine del regime nazifascista.