Sono in corso alla Scuola Imt Alti Studi Lucca le selezioni per le Scholars at Risk Fellowship, il programma destinato a studiosi e studiose costretti a lasciare il proprio Paese a causa di guerre, persecuzioni o gravi crisi umanitarie. L’iniziativa consentirà a due ricercatori, di cui almeno una donna, di trovare ospitalità nella scuola lucchese e di proseguire il proprio percorso accademico in condizioni di sicurezza.
Oltre novanta candidature
Le candidature complessivamente ricevute sono più di 90, mentre circa 30 persone sono state ammesse ai colloqui di selezione. Il 39,6% delle domande è stato presentato da donne. Sono inoltre 74 le candidature riconducibili a persone con cittadinanza palestinese; nel complesso, gli studiosi provengono da nove diversi contesti nazionali o di cittadinanza.
Le borse sono finanziate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e rientrano nella rete internazionale Scholars at Risk, alla quale la Scuola Imt aderisce dal 2020. Il network promuove la libertà accademica e sostiene i ricercatori il cui lavoro, o la cui stessa incolumità, è messa in pericolo nel Paese di origine.
Durata e servizi previsti
Ogni fellowship avrà una durata di 12 mesi e prevede un importo annuo complessivo di circa 37 mila euro. Ai vincitori saranno garantiti anche l’alloggio in una residenza della Scuola Imt, il rimborso delle spese di viaggio e un sostegno economico per le pratiche legate al visto di ricerca, al permesso di soggiorno e all’iscrizione al Servizio sanitario regionale.
I borsisti potranno accedere alle risorse scientifiche, bibliografiche e formative dell’istituto. Per accompagnare il loro inserimento e la prosecuzione delle attività di ricerca saranno inoltre messi a disposizione un tutor accademico e un servizio di mentoring.
Linda Bertelli, prorettrice alle politiche di genere, pari opportunità e comunicazione della Scuola Imt, ha sottolineato che l’elevato numero di domande evidenzia sia la necessità di protezione per chi fa ricerca sia il rischio di dispersione di competenze dovuto ai conflitti e alle restrizioni. L’obiettivo del programma, secondo la scuola, è quindi tutelare le persone e preservare conoscenze utili alla ricostruzione delle società di provenienza.