Il mese di ottobre, insieme a maggio, è tradizionalmente legato alla spiritualità mariana. In questo periodo si intensificano la recita del Rosario, i pellegrinaggi ai santuari e le preghiere rivolte alla Vergine. Il 7 ottobre la Chiesa celebra la memoria liturgica di Maria con il titolo di Regina del Rosario.
Le origini della devozione sono state ricondotte all’apparizione attribuita a Maria e a san Domenico nel 1208, a Prouille, in Francia, nel primo convento fondato dal religioso. La ricorrenza fu istituita da papa Pio V con il nome di Madonna della Vittoria, in ricordo della battaglia di Lepanto, combattuta il 7 ottobre 1571 tra la flotta della Lega Santa, composta da Spagna, Repubblica di Venezia e Stato della Chiesa, e quella dell’Impero Ottomano.
Il Rosario nel magistero dei Papi
Il successore di Pio V, papa Gregorio XIII, trasformò la celebrazione nella festa della Madonna del Rosario. I cristiani attribuirono infatti la vittoria di Lepanto alla protezione di Maria, invocata attraverso la recita del Rosario prima dello scontro. Nel corso dei secoli, questa preghiera è stata considerata dai pontefici un compendio del Vangelo e uno strumento centrale della spiritualità cattolica.
Nell’enciclica Ingruentium malorum del 1951, Pio XII invitò a diffondere la pratica del Rosario soprattutto all’interno delle famiglie, indicandola come un mezzo per rafforzare la vita domestica e il riferimento ai valori evangelici. Un’impostazione ripresa da Paolo VI nell’esortazione apostolica Marialis Cultus, dove la corona mariana viene descritta come una delle principali forme di preghiera comunitaria della famiglia cristiana.
Anche Giovanni Paolo II sottolineò il rapporto tra Rosario e vita familiare nella lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae. Secondo il pontefice, la preghiera condivisa può favorire la comunione tra i membri della famiglia, sostenere il dialogo e accompagnare la crescita dei figli. Il Rosario viene così presentato come un’eredità spirituale da conservare e praticare insieme.
Dalla devozione alla preghiera per la pace
Papa Francesco ha legato la recita del Rosario alla richiesta di pace per l’Ucraina e per le altre aree segnate dai conflitti. Nel 2022, nella basilica di Santa Maria Maggiore, pregò affidando alla Vergine l’intenzione di una riconciliazione tra i popoli e di un cambiamento dei cuori, insieme al digiuno, all’elemosina e alla grazia.
Nel testo viene infine ricordato l’intervento di Leone XIV all’Angelus del 27 settembre 2026, recitato all’esterno del santuario di Nostra Signora di Lourdes. Il pontefice richiamò la figura della Vergine apparsa a Bernadette Soubirous con il Rosario al braccio e invitò i fedeli a recitarlo durante il mese di ottobre, con l’intenzione che cessino le guerre e si affermi la pace tra i popoli.