Palazzolo sull'Oglio (BS)

Il mistero medievale della Malamorte rivive a Palazzolo

Una lettera del 1191 riapre un caso legato allo scontro tra Bergamo e Brescia

Palazzolo sull’Oglio torna al centro di una vicenda ambientata tra storia, documenti e leggenda. È qui, nel territorio a cavallo tra Bergamo e Brescia, che si sviluppa L’enigma della Malamorte, romanzo di Emanuele Gambarini costruito intorno a un episodio medievale realmente accaduto e a una verità rimasta incerta per oltre otto secoli.

La battaglia del 1191

La narrazione prende le mosse dal 1190, quando il nobile bergamasco Emanuele Galignani e il borghese bresciano Ranieri dal Borgo intuiscono le potenzialità economiche di un collegamento tra le due città. L’anno successivo, il 7 luglio 1191, il territorio diventa teatro di uno scontro passato alla storia come Battaglia di Rudiano e tramandato dalla tradizione popolare con il nome di Battaglia della Malamorte.

Quell’episodio costituisce il punto di partenza del libro. La ricostruzione storica si intreccia con elementi di mistero e con le interpretazioni maturate nel corso dei secoli, in un racconto che mette a confronto ciò che è stato documentato e ciò che, invece, è stato tramandato. La domanda al centro della vicenda riguarda il rapporto tra memoria e verità: quanto può essere cambiato un fatto storico nel passaggio da una generazione all’altra?

La ricerca nel presente

Il romanzo compie quindi un salto di circa otto secoli. Il protagonista è Ema, alter ego dell’autore, che insieme all’amico Don decide di tornare sulle circostanze della battaglia. A spingere i due nella ricerca è una lettera attribuita a Ranieri dal Borgo, arrivata nelle mani di Ema e capace di riaprire una vicenda considerata ormai appartenente al passato.

Le indagini contemporanee procedono parallelamente agli avvenimenti medievali. Il doppio piano narrativo porta i protagonisti a mettere in discussione le certezze acquisite e a interrogarsi sul modo in cui la storia viene ricostruita. La lettera diventa così il collegamento tra epoche diverse, mentre il confine tra documento, interpretazione e leggenda resta uno degli elementi centrali del racconto.

Un ruolo importante è affidato anche all’ambientazione. Palazzolo sull’Oglio e le aree circostanti non fanno soltanto da sfondo, ma diventano parte della vicenda, in una realtà di provincia collocata tra due territori e due tradizioni storiche. Il paesaggio locale accompagna il passaggio dal Medioevo al presente e sostiene il confronto tra le tracce del passato e le domande dei protagonisti.

Emanuele Gambarini, nato a Calcinate e cresciuto a Palazzolo, vive sul confine tra le province di Bergamo e Brescia. Diplomato geometra e agente immobiliare, coltiva anche interessi per il modellismo nautico, il modernariato e gli oggetti d’epoca, che restaura personalmente. La scrittura lo accompagna dall’adolescenza, prima attraverso testi umoristici e poi con la poesia, attività che gli ha procurato alcune menzioni d’onore in concorsi letterari.

L’idea del romanzo nasce dalla passione dell’autore per i thriller ambientati nel Medioevo e per le storie in cui la verità non viene svelata completamente. In questo intreccio, la ricerca di Ema e Don riporta l’attenzione su un episodio del 1191 e sul modo in cui un segreto storico può continuare a interrogare il presente.