Il complesso dell’ex carcere di San Domenico, a San Gimignano, è al centro di un intervento di recupero destinato a restituire alla città un’area rimasta a lungo chiusa. Il progetto ExCelle San Gimignano è stato presentato durante una visita al cantiere, alla quale hanno partecipato cittadini sangimignanesi, rappresentanti delle istituzioni e una delegazione della Polizia penitenziaria.
Il luogo, ospitato nell’antico convento dei frati domenicani dove soggiornò e predicò Girolamo Savonarola, è stato utilizzato come penitenziario fino al 1995. L’intervento punta a trasformare il complesso in una nuova cittadella dedicata alla cultura, all’accoglienza e alla fruizione pubblica, mantenendo il legame con la storia dell’edificio e con l’identità del centro storico.
Un investimento da 25 milioni
Il progetto è realizzato da Opera Laboratori attraverso la formula del project financing, con una concessione della durata di 69 anni. L’investimento previsto ammonta a 25 milioni di euro e riguarda una superficie complessiva di circa 13mila metri quadrati. I lavori sono iniziati il 29 gennaio 2024 e la conclusione è prevista nel 2027.
Durante il sopralluogo, Stefano Di Bello di Opera Laboratori ha illustrato le diverse fasi della trasformazione, accompagnato dal sindaco Andrea Marrucci, dal presidente di Opera Laboratori Beppe Costa e dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Tra i partecipanti anche Giuseppe Renna, direttore del carcere di Ranza, insieme alla delegazione della Polizia penitenziaria, per ricordare la funzione svolta dal complesso fino alla sua dismissione.
Il recupero del complesso
Per il sindaco Marrucci, l’apertura del cantiere rappresenta una svolta per San Gimignano, perché consente di recuperare uno dei luoghi più identitari della città e di renderlo nuovamente accessibile a cittadini e visitatori. L’obiettivo dichiarato è creare uno spazio capace di incidere anche sul tessuto sociale ed economico locale, ampliando le possibilità di utilizzo del centro storico.
Il presidente regionale Eugenio Giani ha definito il recupero del San Domenico un esempio di collaborazione tra tutela del patrimonio, innovazione e sviluppo sostenibile. Secondo Giani, il progetto restituirà alla collettività un bene di valore storico e simbolico, trasformandolo in uno spazio pubblico collegato alle nuove modalità di fruizione culturale.
Beppe Costa ha sottolineato la complessità dell’intervento, chiamato a trasformare un luogo stratificato e carico di memoria in un ambiente contemporaneo, accessibile e funzionale. La sfida, ha spiegato, consiste nel valorizzare l’architettura e la storia del complesso senza alterarne l’identità, rivolgendosi a un pubblico ampio, italiano e internazionale.
La nuova struttura dovrebbe entrare pienamente nella vita cittadina a partire dal prossimo anno, con molteplici possibilità di utilizzo. L’area dell’ex penitenziario è destinata così a diventare un nuovo riferimento per le attività culturali e per l’ospitalità di San Gimignano.