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Crusca, l’allarme sui pochi fondi alla ricerca linguistica

Paolo D’Achille critica gli esiti dei bandi Prin e richiama le difficoltà per il Vocabolario dinamico.

Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, ha espresso perplessità sui risultati dei bandi Prin, i Progetti di rilevante interesse nazionale, dai quali sarebbero emersi finanziamenti limitati per gli studi di linguistica italiana. Il tema è stato affrontato a Firenze, durante la presentazione del progetto Thesaurus Primo Levi, dedicato alla lingua dello scrittore e realizzato nell’ambito di un progetto Prin.

D’Achille ha osservato che, alla luce delle graduatorie pubblicate, le ricerche di linguistica italiana finanziate sembrano essere state poche. Il presidente della Crusca ha precisato di non voler formulare giudizi sui singoli esiti, ma ha definito il quadro complessivo motivo di preoccupazione per una disciplina che, a suo avviso, negli ultimi anni ha conosciuto un rinnovamento dei metodi e un ampliamento dei campi di interesse.

Il nodo delle risorse

Nel corso dell’incontro, il presidente dell’Accademia ha richiamato anche la questione delle risorse destinate alle attività dell’istituzione. La Crusca, ha spiegato, guarda con particolare attenzione al sostegno della ricerca sulla lingua italiana, considerata uno degli strumenti attraverso cui tutelare e approfondire il patrimonio linguistico nazionale.

Tra i progetti citati c’è il Vocabolario dinamico dell’italiano contemporaneo, per il quale l’Accademia ha presentato una richiesta al ministero dei Beni culturali. La domanda, ha riferito D’Achille, è stata inoltrata in tempi rapidi, ma l’istituzione è ancora in attesa di una risposta sul finanziamento.

Secondo il presidente, senza nuove risorse la Crusca non avrebbe la possibilità di riavviare il lavoro sul vocabolario. In caso di esito positivo, invece, sarebbe necessario un impegno ampio per portare avanti un’attività definita onerosa per quantità e complessità. L’obiettivo indicato è sviluppare un nuovo strumento lessicografico, basato su criteri rinnovati e capace di mettere a disposizione della comunità italiana il patrimonio di studi accumulato dall’Accademia nel corso degli anni.

Il progetto Thesaurus Primo Levi, presentato durante l’incontro fiorentino, rappresenta intanto uno degli esempi di ricerca linguistica sostenuta attraverso i bandi Prin. Proprio dalla distanza tra questo risultato e il numero complessivo dei finanziamenti assegnati nasce la preoccupazione espressa dalla Crusca, che chiede attenzione per il ruolo degli studi sull’italiano nel sistema della ricerca nazionale.