Per la seconda volta Beeple è ospite a Torino. L’artista statunitense, il cui vero nome è Mike Winkelmann, ha partecipato all’evento Wave, negli spazi delle OGR, in un colloquio con Sarah Suzuki, direttore associato del MoMA di New York. Al centro dell’incontro non ci sono più soltanto gli NFT, che nel 2021 lo hanno portato alla ribalta internazionale, ma il rapporto tra arte, intelligenza artificiale e macchine sempre più capaci di assumere sembianze e comportamenti umani.
Winkelmann realizza un’opera digitale ogni giorno dal primo maggio 2007. Nel marzo 2021 il collage Everydays: The First 5000 Days, composto dalle prime cinquemila immagini del progetto, è stato venduto da Christie’s a New York per l’equivalente di 69 milioni di dollari in criptovaluta. L’opera ha stabilito il record per un NFT e ha reso Beeple uno degli artisti viventi più quotati. La sua formazione informatica e il lavoro da sviluppatore hanno accompagnato una ricerca costruita fin dall’inizio sull’uso di strumenti digitali.
Le creature che osservano e interagiscono
La nuova tappa di questo percorso è Regular Animals, un progetto che combina scultura, robotica, immagini digitali, sound design e intelligenza artificiale. Le opere sono cani-robot con teste umane iperrealistiche, schermi sulla schiena e la capacità di muoversi nello spazio circostante. Durante l’evento alle OGR, le creature si spostano tra i visitatori, osservano ciò che accade e si accovacciano producendo una stampa delle immagini raccolte.
Il progetto mette insieme elementi molto diversi: le teste in silicone sono realizzate dall’artista Hyperflesh, mentre il movimento, i suoni e le immagini dipendono da tecnologie differenti. Un branco raffigura artisti come Pablo Picasso e Andy Warhol; un altro richiama Elon Musk, Mark Zuckerberg e Jeff Bezos. La scelta, ha spiegato Winkelmann, contiene una provocazione sul modo in cui il pubblico guarda il mondo e sul ruolo assunto dai grandi proprietari delle piattaforme digitali.
L’intelligenza artificiale come strumento
Secondo Beeple, in passato la visione collettiva è stata influenzata anche dagli artisti e dalle loro opere. Oggi, invece, una parte crescente di questo processo passa attraverso gli algoritmi dei social media, controllati dai miliardari della tecnologia. Regular Animals riflette proprio sull’antropomorfizzazione delle macchine e sulla tendenza ad attribuire all’intelligenza artificiale emozioni, intenzioni o qualità umane.
Winkelmann non considera però l’AI un’artista o una coautrice, ma soprattutto uno strumento. A suo giudizio, la trasformazione in corso può essere paragonata a quella provocata dalla fotografia nel rapporto con la pittura: inizialmente la macchina sembrava mettere in discussione il ruolo dell’autore, mentre in seguito l’attenzione è tornata sull’intenzione che guida l’opera. La tecnologia, sostiene, potrebbe diventare progressivamente trasparente, lasciando in primo piano ciò che l’artista cerca di esplorare e comunicare.
Il percorso era già emerso in lavori come Human One, una scultura alta circa due metri venduta da Christie’s per quasi 29 milioni di dollari nel 2021 ed esposta anche al Castello di Rivoli. In quell’opera una figura digitale attraversa paesaggi in trasformazione. Con Regular Animals, il confine tra fisico e digitale si fa ancora più incerto. Per Beeple, i due ambiti non sono più separati e la prossima evoluzione potrebbe riguardare l’integrazione della tecnologia nel corpo, anche attraverso dispositivi come gli occhiali intelligenti.