Piacenza (PC)

Beretta porta a Piacenza un viaggio musicale al pianoforte

L'esibizione ha inaugurato il calendario della Banca locale tra memoria, jazz e sonorità contemporanee.

Il compositore e direttore d’orchestra piacentino Marco Beretta ha inaugurato la stagione culturale della Banca di Piacenza con un concerto nella Sala Corrado Sforza Fogliani del PalabancaEventi. Davanti al pubblico, l’artista ha proposto un percorso musicale costruito come un racconto personale, affidato interamente al pianoforte.

Per circa un’ora, senza interruzioni, Beretta ha eseguito una composizione unica, articolata in diversi frammenti. L’appuntamento non seguiva quindi la struttura tradizionale di un concerto con brani distinti e titoli separati, ma si sviluppava come un flusso continuo di suoni, ricordi ed emozioni. Al termine della performance sono arrivati numerosi applausi da parte degli spettatori.

Un percorso tra memoria e linguaggi musicali

Il lavoro presentato al pubblico nasce dall’idea di un viaggio musicale e umano. Ogni sezione della composizione è stata pensata come una piccola cartolina, capace di richiamare immagini, incontri ed esperienze del percorso artistico e personale dell’autore. Il pianoforte diventa così lo strumento attraverso cui la memoria viene trasformata in musica e il racconto procede senza una separazione netta tra i diversi momenti.

Nel ciclo confluiscono le principali esperienze musicali maturate da Beretta: dalla musica classica al jazz, dalle sonorità contemporanee fino all’improvvisazione. L’obiettivo dichiarato dal compositore è riunire questi linguaggi in un’unica narrazione, senza rigidi confini tra i generi e lasciando che siano il suono e la memoria a guidare lo sviluppo dell’esecuzione.

L’apertura della stagione della Banca di Piacenza

La serata ha rappresentato l’apertura ufficiale della stagione culturale promossa dalla Banca di Piacenza. All’iniziativa erano presenti il vicepresidente Domenico Capra, l’amministratore delegato e direttore generale Angelo Antoniazzi, oltre ai vicedirettori generali Pietro Boselli e Lodovico Mazzoni.

La composizione è stata presentata come un unico paesaggio sonoro, nel quale le esperienze si intrecciano progressivamente. Il concerto ha seguito questa impostazione dall’inizio alla conclusione, proponendo al pubblico un itinerario privo di interruzioni e basato sulla continuità dell’ascolto. L’esibizione si è chiusa con la risposta partecipata della sala, che ha accompagnato il finale con convinti applausi.