Lombardia

Ala Bianca Festival, conclusa la terza edizione

Artisti, incontri, paesaggi alpini: tre giornate dedicate all’ascolto tra borghi, chiese antiche e sentieri

Si è conclusa la terza edizione dell’Ala Bianca Festival, rassegna dedicata alla ricerca musicale, alle tradizioni e al dialogo tra culture. Il programma ha portato esibizioni e momenti di incontro in diversi luoghi del territorio di Piuro, tra i borghi di Savogno e Dasile, sentieri, campi, chiese antiche e paesaggi di montagna.

Suoni dalle diverse tradizioni

Nel corso della manifestazione si sono alternati musicisti con percorsi e linguaggi differenti. Vieri Mura ha proposto un viaggio nei suoni della Sardegna, legato alle persone che abitano l’isola e alla trasmissione delle sue tradizioni. Lise Barkas ha invece concentrato la propria ricerca sulle possibilità timbriche della cornamusa e della ghironda, strumenti utilizzati in un percorso di esplorazione sonora.

La rassegna ha ospitato inoltre Ross Daly e Kelly Thoma, protagonisti di un’esibizione ispirata alle tradizioni modali del Medio Oriente, dell’Asia Centrale e del subcontinente indiano. Il loro lavoro, secondo il racconto degli organizzatori, ha messo in relazione quei riferimenti con un’interpretazione contemporanea e innovativa, mantenendo centrale il rapporto con la storia e la sensibilità degli artisti.

Il bilancio degli organizzatori

Natalia Rogantini, tra le organizzatrici dell’iniziativa, ha ringraziato i musicisti per la partecipazione, la dedizione e la sensibilità dimostrate durante le giornate del festival. Un ringraziamento è stato rivolto anche a collaboratori e volontari, il cui contributo ha permesso di sostenere lo svolgimento della manifestazione.

Rogantini ha quindi sottolineato la risposta del pubblico, descritto come attento, curioso e caloroso. Gli spettatori hanno raggiunto Terrabionda per assistere agli appuntamenti, anche nonostante le intemperie che hanno caratterizzato il venerdì, partecipando alle esibizioni con un ascolto definito dagli organizzatori profondo e rispettoso.

Il festival si è così chiuso dopo tre giornate costruite attorno alla musica, alla memoria delle tradizioni e alla possibilità di mettere in relazione esperienze artistiche provenienti da aree geografiche diverse. Il contesto dei borghi e della valle ha fatto da cornice agli incontri, alle esibizioni e al confronto tra ricerca sonora, cultura popolare e innovazione.