Sabato 7 novembre alle ore 17, nella sala Carletti di via XX Settembre 7 ad Alassio, si terrà la presentazione del libro di Alfredo Silvestri, intitolato Dream, noi cresciuti creando musica prog. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Vecchia Alassio con il patrocinio del Comune di Alassio.
A condurre l’incontro sarà Sandra Berriolo, mentre le letture saranno affidate a Giovanni Ansaldi. Il programma prevede anche la proiezione di fotografie e contributi video, pensati per accompagnare il racconto dell’autore e ricostruire l’atmosfera degli anni in cui nacque la sua esperienza musicale.
Una storia di musica e amicizie
Alfredo Silvestri, per anni dirigente del Comune di Alassio, racconta nel volume una passione coltivata fin dall’infanzia. Al centro del libro c’è la storia vera di un gruppo di ragazzi formato dallo stesso Silvestri, da Gianni Gamba e da Claudio Busnardo, impegnati a suonare musica progressive in una città della provincia ligure durante gli anni Settanta.
Il percorso viene ripercorso attraverso episodi di vita quotidiana, amicizie e avventure legate alla musica. Nel diario trovano spazio i luoghi insoliti scelti per le prove, i locali da ballo delle prime esibizioni e gli improvvisati mezzi di trasporto utilizzati dai giovani musicisti, in attesa di poter proporre il proprio repertorio prog.
Il racconto attraversa anche Albenga e una Alassio diversa da quella attuale, ricordando i locali storici dove esibirsi e un noto musicista al quale i ragazzi si rivolgevano per il noleggio degli strumenti. Tra i ricordi compare inoltre un giovanissimo Antonio Ricci, legato al gruppo da un’amicizia rimasta nel tempo e costruita, secondo il racconto, sulla semplicità e sul divertimento.
Dalla memoria personale a quella collettiva
Le vicende narrate da Silvestri non riguardano soltanto l’attività di una band. La memoria personale dell’autore diventa il punto di partenza per raccontare una stagione di cambiamenti e l’evoluzione dei movimenti giovanili degli anni Settanta, vissuti in questo caso in modo silenzioso e pacifico.
Il libro descrive la volontà di quei ragazzi di affermare una presenza sociale e di immaginare il proprio futuro senza puntare necessariamente alla notorietà. La musica resta il filo conduttore di un’esperienza fatta di prove, esibizioni e rapporti umani, capace di restituire un frammento della vita giovanile di quegli anni e di richiamare ricordi condivisi da più generazioni.