Sarà San Gimignano a ospitare l’appuntamento dedicato a Curzio Picchena, diplomatico, politico e uomo di cultura originario della città toscana. L’iniziativa, intitolata Un sangimignanese alla corte dei Medici, è in programma sabato 10 ottobre alle 16.30 nel Complesso di Santa Chiara e intende ricordare, a 400 anni dalla sua scomparsa, una delle figure più rilevanti della storia cittadina tra Cinquecento e Seicento.
La manifestazione è promossa dal Comune di San Gimignano insieme all’Associazione Pro Loco. Al complesso di Santa Chiara sono attesi docenti universitari e studiosi provenienti da diverse parti d’Italia, chiamati a ricostruire il percorso umano e professionale di Picchena e il contesto politico nel quale si sviluppò la sua attività al servizio della famiglia Medici.
Gli interventi degli studiosi
L’incontro sarà aperto dai saluti del vicesindaco di San Gimignano, Niccolò Guicciardini. A seguire, Luca Mannori dell’Università di Firenze ricostruirà il quadro storico e la figura di Picchena. Alessandro Lo Bartolo, dell’Università di Pisa, si concentrerà invece sul ruolo dei segretari dei Medici tra il XVI e il XVII secolo.
Paola Volpini, docente dell’Università di Parma e autrice della voce dedicata a Picchena nel Dizionario Biografico degli Italiani, ripercorrerà le diverse esperienze maturate dal sangimignanese come ambasciatore, primo segretario e uomo di lettere. La parte conclusiva sarà affidata a Graziella Giapponesi, che parlerà di Caterina Picchena, figlia di Curzio, e delle vicende che ne segnarono la vita nel corso del Seicento.
La carriera al servizio dei Medici
Nato a San Gimignano nel 1554, Curzio Picchena studiò diritto all’Università di Pisa prima di avviare una lunga carriera diplomatica e politica. Nel corso della sua attività ricoprì incarichi in Francia, Spagna e Portogallo, oltre che presso la corte imperiale e nei cantoni svizzeri, operando nell’ambito delle relazioni e degli interessi della dinastia medicea.
Dopo l’ingresso nella segreteria granducale, nel 1613 Picchena divenne primo segretario di Cosimo II de’ Medici. Otto anni più tardi, nel 1621, fu nominato senatore. Alla dimensione istituzionale affiancò interessi letterari e umanistici: fu studioso di Tacito e intrattenne rapporti anche con Galileo Galilei, seguendo alcune delle questioni che coinvolsero lo scienziato nei rapporti con la corte medicea.