Il Service Learning è stato al centro del convegno Servire insegna! Il Service Learning come cammino di fraternità nel segno del dono, organizzato nel campus di Piacenza dell’Università Cattolica durante la Settimana del Dono. L’incontro ha messo a confronto docenti, studenti e rappresentanti delle realtà coinvolte nei progetti sviluppati sul territorio.
La metodologia prevede che gli apprendimenti maturati in aula vengano applicati a bisogni e contesti concreti, per poi essere riletti e valorizzati nel percorso accademico. Elena Marta, docente dell’Università Cattolica ed Educatt, ha indicato in questo approccio un modello di università capace di mettere al centro la persona e di contribuire alla formazione di cittadini consapevoli. Elisabetta Musi ha riassunto il percorso come un continuo passaggio tra conoscenze teoriche ed esperienza diretta.
I progetti realizzati sul territorio
Tra le esperienze presentate c’è stata l’analisi dei bilanci di missione delle parrocchie della Diocesi, svolta dallo studente Matteo Barilati con la docente Barbara Barabaschi. Il lavoro ha messo le competenze maturate all’università al servizio della realtà ecclesiale locale. Delia Botta, insieme alle docenti Roberta Casiraghi e Priscilla Bertelloni, ha illustrato invece lo Sportello giuridico nella Casa Circondariale di Piacenza, intitolato Donare competenza, ricevere esperienza.
Beatrice Spostato e il docente Tito Caffi hanno presentato il progetto Sostenibilità negli orti urbani, dedicato agli spazi verdi cittadini. Gli studenti Giovanni Magnaschi ed Enza Stringile, con le docenti Elisabetta Musi e Antonella Arioli, hanno raccontato il percorso Dare un volto. La rassegna si è conclusa con Scarto. Tracce. Riscatto., progetto educativo rivolto alla scuola dell’infanzia e primaria, presentato dalle studentesse Lisa Bertoli e Caterina Oppizzi con la docente Michela Valotti.
Il rapporto tra università e comunità
A coordinare la sessione è stato Tito Caffi, della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. Il docente ha spiegato che i progetti possono nascere da un quesito scientifico, da una richiesta del territorio, dall’incontro con iniziative già avviate oppure da una discussione in aula. Gli studenti vengono coinvolti anche nella progettazione, così da analizzare i bisogni, individuare le competenze da mettere a disposizione e definire obiettivi e contenuti.
Dopo i saluti di Francesco Brianzi, assessore alle Politiche giovanili, Università e Ricerca del Comune di Piacenza, Luigi Lucini, preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, ha sottolineato il valore di queste attività nella formazione di professionisti capaci di agire anche sulla comunità. Domenico Simeone ed Elena Marta hanno inquadrato il Service Learning come una sfida per l’etica della cittadinanza, la formazione e la didattica, mentre Livia Cadei ha affrontato le prospettive future della metodologia.
Una parte dell’incontro è stata dedicata ai partner del territorio, con il coordinamento di Roberta Casiraghi. Don Paolo Cignatta ha portato una testimonianza sull’impegno sociale tra il Giubileo del mondo educativo e la Magnifica Humanitas. Andrea Romeo, direttore della Casa Circondariale di Piacenza, ha parlato della costruzione condivisa di giustizia e legalità oltre il muro; Serena Groppelli, assessore del Comune di Piacenza, si è soffermata invece sul tema della partecipazione. Il confronto ha evidenziato il ruolo della collaborazione tra ateneo e realtà locali, basata sulla condivisione di risorse, competenze e responsabilità.