Le storiche Cantine Bosca di Canelli, in via G.B. Giuliani 23, ospiteranno sabato 17 ottobre 2026, dalle 10 alle 17, una mostra con dimostrazioni dedicata al ricamo Bandera. L’iniziativa, a ingresso gratuito, è organizzata dall’associazione Dal fuso in poi e dal Club per l’UNESCO di Canelli.
Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, l’appuntamento è inserito nel calendario delle attività collegate alla Giornata Internazionale del Patrimonio Immateriale e si svolgerà in un sito riconosciuto dall’UNESCO nell’ambito dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato. Per l’evento è stato inoltre richiesto il patrocinio gratuito del Comune di Canelli.
Il ricamo della tradizione piemontese
Il ricamo Bandera è una tecnica artigianale piemontese con origini fatte risalire al XVII secolo. La lavorazione viene eseguita sul caratteristico tessuto chiamato tela Bandera e si distingue per l’uso del colore e per i motivi ornamentali. Per queste caratteristiche è stata definita anche pittura ad ago, espressione che richiama la complessità delle decorazioni realizzate a mano.
Il percorso proposto al pubblico sarà articolato in tre sezioni. La prima comprenderà una selezione di manufatti realizzati dalle ricamatrici dell’associazione; la seconda sarà dedicata a pannelli informativi sulla storia, sulle origini e sulle tecniche della lavorazione; la terza offrirà dimostrazioni dal vivo, durante le quali le esperte mostreranno le diverse fasi di esecuzione.
La tutela del patrimonio immateriale
Nel materiale diffuso per presentare l’iniziativa, il ricamo Bandera viene indicato come esempio di patrimonio culturale immateriale: un insieme di conoscenze e pratiche trasmesse tra generazioni e legate all’identità delle comunità. La Convenzione UNESCO del 2003 comprende in questa categoria i saperi artigianali, le espressioni orali, i riti, le feste e altre pratiche sociali.
Cristina Ivaldi, rappresentante dell’associazione Dal fuso in poi, ed Edoardo Vallarino Gancia, presidente del Club per l’UNESCO di Canelli, hanno sottolineato il valore della trasmissione dei gesti e delle competenze legate alla lavorazione. L’appuntamento nelle cantine storiche intende quindi mettere in relazione una pratica artigianale locale con il tema della salvaguardia della memoria e della diversità culturale.