Bergamo (BG)

A Bergamo gli otto finalisti del Premio Marcello Magni

Due serate aperte al pubblico assegneranno contributi complessivi di 20mila euro a compagnie e performer under 35.

Il 26 e 27 settembre, all’Auditorium di piazza della Libertà a Bergamo, si terrà l’atto finale della prima edizione del Premio Marcello Magni. Durante le due serate aperte al pubblico saranno presentate, in versione ridotta, le opere degli otto progetti arrivati in finale. In palio ci sono contributi complessivi per 20mila euro, destinati a sostenere la realizzazione di spettacoli originali e inediti.

Il riconoscimento è nato per volontà della famiglia di Marcello Magni, artista bergamasco scomparso il 18 settembre 2022 all’età di 63 anni, ed è sostenuto dalla Fondazione della Comunità bergamasca, dal Comune di Bergamo e dalla Fondazione Teatro Donizetti. L’iniziativa è rivolta a compagnie e singoli performer under 35, con l’obiettivo di accompagnare nuovi percorsi creativi nel teatro contemporaneo.

Otto progetti dalla selezione internazionale

I finalisti sono stati scelti da un comitato di addetti ai lavori coordinato dal bergamasco Fabio Comana. La selezione è avvenuta tra 39 progetti presentati da artisti e compagnie provenienti da Italia, Inghilterra, Francia e Svizzera. Le proposte sono diverse per temi e linguaggi, ma condividono, secondo gli organizzatori, una riflessione sulle condizioni del presente e sul futuro, insieme alla ricerca di possibili vie d’uscita.

A valutare i lavori sarà una giuria composta dall’attrice e regista Kathryn Hunter, moglie di Magni, dal regista Daniele Finzi Pasca e dall’attrice Giuliana Musso. Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito del Premio Marcello Magni. Le rappresentazioni in forma ridotta consentiranno al pubblico di conoscere i progetti in concorso e alla giuria di individuare quelli da sostenere attraverso i contributi economici previsti.

Il ricordo dell’artista

Marcello Magni aveva costruito gran parte della sua carriera tra Francia e Inghilterra. Allievo della scuola di Jacques Lecoq, era stato tra i fondatori del Théâtre de Complicité di Londra e aveva collaborato con Peter Brook, lavorando anche allo Shakespeare’s Globe. Hunter lo ricorda come un interprete dotato di grande immaginazione e qualità fisiche, definendolo un incrocio tra Fred Astaire e Charlie Chaplin e un «vero Arlecchino bergamasco».

Secondo Hunter, l’eredità del marito è legata a un’idea di teatro dal vivo fondata sulla collaborazione, sulla libertà creativa e sul ruolo centrale dell’espressione fisica. Magni, spiega, considerava la formazione un percorso continuo, da coltivare con disciplina senza separarla dall’entusiasmo e dal divertimento. Il premio nasce anche per mantenere vivo questo approccio e offrire ai giovani artisti uno spazio per sviluppare il proprio lavoro.

La moglie dell’artista sottolinea infine il valore del teatro come luogo di comunità e di connessione, in controtendenza rispetto all’isolamento del mondo virtuale. È su queste premesse che l’iniziativa guarda al futuro, collegando il ricordo di Magni al sostegno concreto di nuove produzioni e di un pubblico interessato ai linguaggi della scena.