Bergamo (BG)

A Bergamo Fois: «L’AI va usata, non temuta»

Alla Gamec, il vincitore del Campiello 2026 riflette su scuola, lettura, scrittura e sul romanzo dedicato a Michela Murgia.

Marcello Fois è arrivato alla Gamec di Bergamo per parlare del suo ultimo romanzo, L’immensa distrazione, vincitore del Premio Campiello 2026. L’incontro, inserito nel public program 2026 della galleria e dedicato al tema Pedagogia della speranza, è stato organizzato su invito del direttore Lorenzo Giusti, che conosce lo scrittore dai tempi in cui dirigeva il Man di Nuoro.

Il dialogo ha superato i confini della presentazione del libro, toccando letteratura, istruzione, memoria personale e intelligenza artificiale. Fois ha raccontato di essere cresciuto in una famiglia in cui si parlava sardo e l’istruzione non era considerata una priorità. «Sono stato un bambino extracomunitario, a casa mia si parlava sardo, non italiano», ha spiegato, ricordando come la scuola sia poi diventata una delle sue principali ossessioni. Le prime letture, ha detto, erano Confidenze e Grand Hotel, trovati a casa di una zia. Il primo romanzo lo scrisse a undici anni, su una pagina e mezza di quaderno.

Scuola e letteratura

Nel corso dell’incontro, l’autore ha sostenuto la necessità di rafforzare il ruolo della lettura nella formazione. A suo giudizio, nelle scuole dovrebbero essere introdotte un’ora obbligatoria dedicata ai libri e attività capaci di restituire motivazione agli insegnanti, definiti la categoria che ha più bisogno di solidarietà. Fois ha inoltre criticato lo spazio ancora limitato riservato alle scrittrici italiane nelle antologie scolastiche, dove, secondo la sua analisi, compaiono soprattutto Grazia Deledda, Natalia Ginzburg ed Elsa Morante, spesso con poche righe dedicate.

Lo scrittore sardo ha poi preso posizione sull’uso dell’intelligenza artificiale nella scrittura, in disaccordo con chi la considera una minaccia. Gli strumenti tecnologici, ha osservato, devono essere compresi e governati, perché sono stati creati dall’uomo e possono offrire possibilità superiori alle sue. «Va usata, non subita», è stata la sintesi del suo ragionamento, accompagnata dall’invito a ridurre il panico e aumentare l’istruzione. Secondo Fois, i lettori conservano inoltre la capacità di riconoscere i testi generati dall’AI, che potrebbe essere impiegata anche per individuare eventuali plagi.

Il nuovo romanzo

L’immensa distrazione è dedicato a Michela Murgia, ricordata da Fois come una donna «bellissima e resiliente». Nel corso del confronto, l’autore ha anche commentato una recente polemica che ha coinvolto Michele Mari, auspicando un chiarimento diretto. Il libro racconta la vicenda di una famiglia della pianura emiliana e si sviluppa nell’arco di circa 30-40 secondi: il tempo che separa l’arresto del cuore dalla cessazione dell’attività cerebrale.

In quell’ultimo intervallo, Ettore Manfredini, nato povero e diventato ricco grazie alle leggi razziali, ripercorre l’intera esistenza. Fois ha spiegato di aver costruito il romanzo guardando ai classici e al cinema. L’incipit, ha raccontato, nasce dalla combinazione di Cent’anni di solitudine, La metamorfosi e Viale del tramonto. La letteratura, nella sua prospettiva, non inventa completamente il mondo, ma riesce a sorprendere tornando su storie e temi che il lettore conosce già.