La comunità di Voltana di Lugo perde una figura profondamente legata alla propria storia. È morto all’età di 100 anni Enzo Marani, ex dipendente della filiale locale della Cassa di Risparmio di Lugo e tra i soci fondatori del centro sociale Ca’ Vecchia. Stimato per il suo impegno professionale e umano, Marani era un punto di riferimento per la vita parrocchiale, sociale e politica del paese.
Per decenni aveva frequentato il Circolo Anspi Piergiorgio Frassati, promuovendo iniziative e partecipando alle attività della comunità. Era considerato l’ultimo testimone del gruppo di giovani che, all’inizio degli anni Quaranta, monsignor Giovanni Proni, primo parroco di Voltana, aveva coinvolto nel rilancio della vita parrocchiale. Marani fu inoltre attivo nell’Azione Cattolica, anche durante il periodo in cui l’associazione operava clandestinamente.
Gli anni della guerra
Figlio del ferroviere Augusto Marani e di Attilia Zambelli, Enzo era nato a Lavezzola il 5 febbraio 1926 ed era cresciuto con la sorella maggiore Ida. Quando aveva quattro anni, la famiglia si trasferì a Voltana, paese d’origine dei genitori. Qui frequentò le scuole elementari, proseguendo poi gli studi all’istituto tecnico di Ravenna.
Nel 1944 fu chiamato alle armi dalla Repubblica di Salò, ma scelse di non aderire, contrario ai principi che rappresentava. Con l’aiuto degli zii trovò rifugio in una casa di campagna, dove rimase nascosto insieme ad altri giovani. L’abitazione fu perquisita da un gruppo di fascisti, ma i ragazzi non vennero individuati e riuscirono così a evitare la pena di morte prevista per i renitenti.
Verso la fine del conflitto, quando il fronte si trovava sul Senio, Marani fu catturato dai tedeschi e trasferito in un campo di prigionia nel Conselicese. Dopo l’arrivo degli Alleati entrò nel Comitato di Liberazione locale come rappresentante dell’area cattolica. In seguito ricoprì l’incarico di consigliere comunale per la Democrazia Cristiana e fu membro della Consulta di circoscrizione di Voltana.
L’impegno nella comunità
Marani aveva una concezione della politica fondata sul confronto e sulla collaborazione. Preferiva definire gli avversari amici con una diversa idea politica, convinto che il lavoro comune fosse necessario per il bene della comunità. Rimasto vedovo nel 2018, viveva a Voltana con la figlia Elena.
Tra le sue passioni c’erano lo sport e il calcio. Era tifoso del Bologna e, fino alla fine degli anni Novanta, seguiva le partite domenicali allo stadio Dall’Ara. Amava anche il gioco delle carte e si ritrovava ogni giorno con gli amici per una partita a beccaccino.
Lo scorso 8 febbraio, circondato dall’affetto della figlia, dei due nipoti, dei tre pronipoti, dei parenti e degli amici, aveva festeggiato il centesimo compleanno. Dopo la messa, i festeggiamenti erano proseguiti alla Ca’ Vecchia, alla presenza della sindaca di Lugo Elena Zannoni, che gli aveva consegnato una pergamena con gli auguri dell’amministrazione comunale e della comunità lughese. La data dei funerali non è ancora stata fissata.