Un pensionato residente a Fosdinovo è stato truffato dopo avere ricevuto una telefonata da una persona che, secondo quanto riferito, sarebbe riuscita a imitare la voce della figlia. Convinto di parlare con lei, l’uomo ha eseguito un bonifico da 1.000 euro a favore di un conto indicato dalla presunta familiare.
Il raggiro si è consumato ai danni dell’uomo, che da alcuni mesi ha acquistato casa in una frazione del comune e vi si è trasferito. La telefonata è arrivata mentre il pensionato non aveva contatti con la figlia da diverso tempo. La voce dall’altro capo del telefono gli avrebbe raccontato di avere bisogno urgente di denaro, inducendolo a credere che la richiesta provenisse proprio dalla giovane.
La richiesta di denaro e il bonifico
La donna gli avrebbe anche chiesto di non richiamare il numero comparso sul display, spiegando che sarebbe stato cambiato a breve. Il pensionato, convinto della situazione e senza ulteriori verifiche, si è messo alla guida della propria auto e ha raggiunto Sarzana. Qui si è recato in banca e ha disposto il trasferimento della somma sull’Iban comunicato durante la telefonata.
Il dubbio è emerso poco dopo, quando l’uomo ha contattato la figlia per sapere se avesse ricevuto il denaro. La giovane ha negato di averlo chiamato e di sapere qualcosa del bonifico. A quel punto il pensionato ha capito di essere stato ingannato e si è rivolto alla più vicina stazione dei carabinieri in Val di Magra per denunciare l’accaduto.
L’allarme sulle voci imitate
La vicenda si inserisce nel quadro delle truffe realizzate sfruttando strumenti tecnologici capaci di riprodurre o imitare la voce di una persona conosciuta. Il tema era stato affrontato anche durante un convegno organizzato a Fivizzano, dedicato ai raggiri e ai rischi connessi all’uso delle moderne tecnologie.
In casi come questo, la telefonata fa leva sull’urgenza e sulla fiducia nei rapporti familiari. La richiesta di non richiamare il numero visualizzato sul telefono rappresenta un ulteriore elemento utilizzato per impedire alla vittima di verificare direttamente l’identità dell’interlocutore. L’indagine dovrà ora chiarire le modalità con cui i truffatori hanno ottenuto le informazioni e individuato il conto destinatario del trasferimento.