Follonica (GR)

Vandali danneggiano le case dell’acqua e un defibrillatore

Colpite due strutture in via Don Bigi e via Amendola, oltre al dispositivo installato nel Parco Centrale.

Una serie di atti vandalici ha colpito tre presidi al servizio della comunità di Follonica. Nel mirino sono finite le casine dell’acqua di via Don Bigi e via Amendola, oltre al defibrillatore installato al Parco Centrale. Gli episodi hanno provocato danni a strutture e apparecchiature destinate a fornire servizi utili ai cittadini e a garantire un presidio di emergenza sanitaria.

Danni alle casine dell’acqua

Le due casine dell’acqua rappresentano un investimento significativo per l’amministrazione e per la collettività: il costo di ciascun impianto è stimato tra 10.000 e 18.000 euro. Il loro valore, tuttavia, non è soltanto economico. Dall’avvio del progetto, i distributori cittadini hanno erogato oltre 11 milioni di litri, consentendo di evitare l’utilizzo di circa 7,5 milioni di bottiglie di plastica da un litro e mezzo.

Secondo i dati riportati nel testo, l’utilizzo delle strutture ha inoltre permesso di evitare l’immissione in atmosfera di circa 485 tonnellate di CO2. Il danneggiamento degli impianti comporta quindi la necessità di sostenere costi per il ripristino e rischia di limitare l’accesso a un servizio considerato utile sia sotto il profilo pratico sia per la riduzione dei rifiuti plastici.

Il defibrillatore al Parco Centrale

Più delicato è il caso del defibrillatore del Parco Centrale, collocato in una zona molto frequentata. Il dispositivo costituisce un presidio salvavita in caso di arresto cardiaco, quando la tempestività dell’intervento può risultare determinante. Il suo danneggiamento priva, anche temporaneamente, il parco di uno strumento destinato a essere utilizzato nelle emergenze.

I tre episodi riaprono il tema della tutela dei beni comuni e dei servizi presenti negli spazi pubblici. Oltre alla quantificazione dei danni materiali, il problema riguarda le conseguenze per la cittadinanza: colpire impianti per l’erogazione dell’acqua e un dispositivo sanitario significa compromettere servizi accessibili alla comunità e incidere sulla sicurezza di chi frequenta il quartiere e il parco.