Tre persone sono state arrestate nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Perugia su una serie di episodi contestati a Gubbio tra il 2024 e il giugno 2025. In carcere sono finiti Giuseppe Calignano, 37 anni, il fratello Vito, 44 anni, e Lorenzo Marzano, 36 anni, tutti originari di Nardò, in provincia di Lecce. Le accuse, contenute nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Giorgio Margheri, riguardano estorsioni aggravate, lesioni personali, violenza privata, danneggiamento, furto e reati legati agli stupefacenti.
Il provvedimento è stato eseguito ieri mattina dai carabinieri della Compagnia di Gubbio, con il supporto dei militari di Gallipoli. Giuseppe e Vito Calignano si trovavano già agli arresti domiciliari in Salento dopo una condanna di primo grado a sei anni e otto mesi per la presunta violenza sessuale di gruppo avvenuta in piazza Quaranta Martiri, a Gubbio, nel settembre 2025. Marzano, invece, lavorava in città come giardiniere. I tre, difesi dagli avvocati Ubaldo Minelli e Marco Angelini, sono ora detenuti in carcere. Le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento.
Le aggressioni nei locali
Tra gli episodi più gravi figura quello del 19 marzo 2025, al bar Padule. Secondo la Procura, i tre avrebbero ottenuto gratuitamente una birra e delle patatine e, dopo l’invito di un cliente a pagare, lo avrebbero aggredito con calci e pugni, usando anche una distributrice di caramelle, un tavolino e una sedia. La vittima sarebbe stata minacciata di morte e avrebbe riportato lesioni al cuoio capelluto, alla fronte e alla spalla sinistra, giudicate guaribili in sette giorni. Per lo stesso fatto è contestato anche il danneggiamento del locale.
Gli atti ricostruiscono inoltre pressioni nei confronti del titolare di un’autofficina, al quale sarebbero stati chiesti complessivamente 1.500 euro, oltre a riparazioni gratuite, beni e prestiti. In un’altra circostanza, Giuseppe Calignano avrebbe ottenuto 100 euro dopo una precedente richiesta di 20mila euro e facendo leva, secondo l’accusa, sul timore di ulteriori aggressioni. Il 3 maggio 2025, in via Campo di Marte, Calignano e Marzano avrebbero seguito con la loro auto un automobilista dopo aver tentato di costringerlo ad aprire il finestrino.
Denaro, consumazioni e droga
Un capitolo dell’ordinanza riguarda il titolare della discoteca Nariò, che tra il 2024 e il 2025 avrebbe subito richieste di ingressi e consumazioni gratuite, oltre alla pretesa di 300 euro. Il 20 giugno 2025, in un bar di Gubbio, Calignano e Marzano avrebbero invece costretto un uomo a prelevare 100 euro a uno sportello bancomat. Nello stesso giorno, in altri locali di via dei Consoli, sarebbero state consumate bevande e giocate alle slot senza pagare, con minacce rivolte ai gestori e ai clienti.
L’ordinanza contesta anche minacce di morte rivolte a due fratelli dopo un diverbio in una tabaccheria di corso Garibaldi e una tentata estorsione da 50 euro attribuita a Marzano. Il 2 giugno 2025, inoltre, Giuseppe e Vito Calignano avrebbero offerto cocaina a un ragazzo di 17 anni all’interno di un bar: l’accusa è aggravata dalla presunta destinazione della sostanza a un minorenne. A Giuseppe Calignano viene infine contestato il furto di dieci pacchetti di sigarette, commesso il 19 giugno ai danni di un distributore di tabacchi.
La richiesta della Procura era stata depositata il 27 giugno 2026. Il giudice Giorgio Margheri, esaminati gli atti, ha disposto la custodia cautelare in carcere per i tre indagati, chiamati a rispondere a vario titolo dei quattordici episodi contestati. Le accuse sono ancora nella fase delle indagini e dovranno essere sottoposte al vaglio dei successivi gradi di giudizio.