Venerdì 18 settembre 2026, nelle prime ore della mattinata, un alunno di tredici anni ha aggredito una docente all’interno della scuola media Giovanni Verga, situata in via Giovanni Gussone nel quartiere Centocelle di Roma. Il giovanissimo ha spruzzato dello spray urticante sul volto della professoressa e l’ha ferita con un coltello, riprendendo l’azione in diretta streaming sui social network proprio come avvenuto in un precedente caso analogo avvenuto nel marzo scorso a Bergamo.
La diretta su Telegram interrotta dal compagno di classe
Il tredicenne aveva portato con sé un telefono cellulare connesso alla piattaforma Telegram con l’intento di trasmettere l’aggressione in diretta video. A bloccare la violenza e a disarmare il minorenne è stato un compagno di classe, il cui intervento tempestivo ha evitato conseguenze peggiori prima dell’arrivo dei soccorsi.
L’allarme al numero unico per le emergenze è scattato verso le ore 9.30, consentendo il rapido arrivo del personale sanitario del 118 e dei carabinieri della Stazione Roma Centocelle. La docente soccorsa è stata trasportata d’urgenza in struttura ospedaliera in stato di shock, ma i medici hanno confermato che non risulta in pericolo di vita.
Le indagini dei carabinieri sul movente e le armi a scuola
Gli investigatori dell’Arma hanno subito fermato lo studente di terza media e hanno avviato la ricostruzione dei fatti raccogliendo le testimonianze del personale scolastico e degli altri alunni presenti. Al momento le forze dell’ordine verificano la presenza del filmato trasmesso in rete e cercano di chiarire le ragioni del gesto, dato che non si registravano ufficialmente precedenti contrasti con la vittima dell’aggressione.
Resta da accertare come il giovane aggressore sia riuscito a introdurre nell’istituto comprensivo l’arma da taglio e la bomboletta nebulizzante. Gli accertamenti dei carabinieri proseguono per definire la dinamica esatta e comprendere il contesto in cui è maturata l’azione sferrata a inizio giornata.
Il precedente a Bergamo tra riprese social e norme di sicurezza
Il fatto avvenuto nella capitale presenta inquietanti analogie con l’aggressione di mercoledì 25 marzo 2026 all’istituto Leonardo da Vinci di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. In quell’occasione, sempre un alunno tredicenne con una pistola scacciacani nello zaino e il cellulare al collo aveva filmato le coltellate alla professoressa di francese Chiara Mocchi, trasmettendo la scena in diretta su un canale Telegram.
La docente, salvata da un intervento chirurgico urgente e una trasfusione in elicottero, era rimasta vittima di un blitz pianificato dal minorenne, presentatosi in aula con una maglietta recante la scritta “vendetta”.
Proprio la modalità della registrazione video e la diffusione in streaming hanno riacceso il dibattito sull’impatto dei media digitali tra i giovanissimi. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi hanno promosso misure severe, tra cui l’impiego dei metal detector nelle scuole, il blocco dell’accesso ai social network sotto i 15 anni e le sanzioni per i genitori nell’ambito del nuovo decreto sicurezza, attualmente all’esame del Senato.