Sono tre i Daspo urbani emessi dalla Questura di Bologna nei confronti di altrettanti attivisti del Cua, il Collettivo universitario autonomo, in relazione ai disordini avvenuti il 16 giugno in piazza Verdi. I provvedimenti vietano ai destinatari l’accesso a pubblici esercizi, locali e ad alcune aree specifiche del centro storico della città.
Restano invece consentiti l’ingresso e la permanenza nelle strutture e nelle aree universitarie. Le misure hanno carattere preventivo e sono state adottate in seguito agli episodi verificatisi nella zona universitaria, una delle aree più frequentate del centro storico bolognese. L’attività degli investigatori non è tuttavia conclusa: le posizioni di altri manifestanti sono ancora al vaglio e non si esclude l’adozione di ulteriori provvedimenti.
La ricostruzione della Questura
I fatti si sono verificati nel pomeriggio del 16 giugno. Secondo la ricostruzione della polizia, intorno alle 19 una ventina di persone partecipava a un’assemblea pubblica all’esterno della Scuderia Future Food Living Pub. L’incontro era dedicato al progetto delle iniziative estive per la riqualificazione della piazza, compresa quella relativa agli alberelli.
Poco dopo sarebbe arrivato un gruppo composto da circa venti attivisti del Cua, con un megafono. I giovani avrebbero interrotto il dibattito con slogan di protesta, occupando lo spazio destinato all’assemblea. Ne sarebbe nata una discussione dai toni accesi tra gli attivisti e le persone presenti all’incontro, fino al passaggio successivo che ha portato all’intervento delle forze dell’ordine.
Durante il parapiglia, una ragazza avrebbe tentato di sottrarre lo smartphone a Loris Folegatti, ex consigliere di quartiere, mentre l’uomo stava riprendendo la scena. Alla sua reazione sarebbe seguito l’intervento di un’altra ragazza, che lo avrebbe colpito con un pugno al volto, provocandogli una ferita al sopracciglio, prima di allontanarsi.
I divieti e gli accertamenti ancora in corso
Per la Questura, alcuni comportamenti attribuiti ai giovani del Cua avrebbero impedito con la forza il regolare svolgimento dell’iniziativa pubblica. Nella valutazione dell’autorità ha avuto un peso anche il contesto di piazza Verdi, caratterizzato dalla presenza di numerosi locali e da una forte frequentazione studentesca.
Le misure sono state quindi motivate con l’esigenza di tutelare la sicurezza pubblica e prevenire il ripetersi di episodi analoghi. I destinatari non potranno accedere ai luoghi indicati nei provvedimenti, mentre potranno continuare a frequentare le aree universitarie. La polizia sta infine esaminando la posizione di altri ragazzi ritenuti potenzialmente coinvolti nei disordini del 16 giugno.