In diversi punti del centro sono comparsi sbarramenti provvisori per impedire il passaggio di pedoni e veicoli sotto edifici con parti ammalorate, intonaci caduti o elementi delle facciate ritenuti potenzialmente pericolosi. Il fenomeno si è intensificato dopo la tragedia avvenuta in via Bonomo, dove il crollo di un terrazzo ha provocato la morte di una donna.
Le aree interessate
Le delimitazioni sono state individuate in via Bernardina, all’angolo tra via Roma e via Attias, in corso Mazzini, vicino all’incrocio con via Ricasoli, e lungo via Grande, nel tratto compreso tra i civici 155 e la fermata dell’autobus nei pressi di H&M. Altri interventi riguardano l’area del settecentesco Palazzo del Picchetto. Il perimetro del Cisternino di Città, sul lato di via Grande, risulta invece delimitato da anni.
Una situazione analoga riguarda il Palazzo delle Poste di via Cairoli, edificio risalente al 1929, la cui facciata è protetta da paratie sostenute da tubi. Le strutture hanno la funzione di tenere a distanza il transito in attesa di interventi sugli edifici, in presenza di problemi segnalati recentemente o già noti. In alcuni casi, secondo quanto riportato, il deterioramento sarebbe stato rilevato anche dopo episodi di maltempo.
Il tavolo per la prevenzione
La vicenda di via Bonomo risale al 14 agosto, quando Roberta Celli, 54 anni, è morta dopo il cedimento del terrazzo della propria abitazione. La struttura era già considerata ammalorata e necessitava di lavori di consolidamento, così come altri terrazzi presenti sulla facciata dello stabile.
Dopo il crollo, il prefetto Giancarlo Dionisi ha convocato a Palazzo del Governo il Comune e la Provincia di Livorno, i Vigili del Fuoco, il Genio Civile della Regione Toscana, gli Ordini e i Collegi professionali, le associazioni degli amministratori condominiali e i rappresentanti della proprietà. Da questo confronto è nato un Gruppo tecnico permanente coordinato dalla Prefettura, incaricato di predisporre un modello per una mappatura progressiva degli edifici e delle situazioni che richiedono maggiore attenzione, sulla base di criteri tecnici oggettivi.
Il caso ha accresciuto la cautela degli amministratori condominiali, chiamati a verificare le condizioni delle parti comuni e a prevenire nuovi rischi. L’amministratore dello stabile di via Bonomo, Andrea Arrighetti dello studio Giulio Giulietti snc, è indagato per crollo e omicidio colposo. L’uomo è difeso dall’avvocata Anna D’Angelo.