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Terremoto, appalti e presunte frodi: indagato imprenditore trevigiano

Perquisizioni e acquisizioni documentali in 13 province. Nel mirino anche legami ipotizzati con gruppi criminali e condotte corruttive.

C’è anche Treviso tra le province coinvolte nell’operazione della Guardia di finanza denominata Ricostruzione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona. L’indagine riguarda presunti illeciti negli appalti pubblici e nei lavori di ricostruzione privata avviati dopo il terremoto del 2016.

Nel territorio della Marca risulta indagato un imprenditore, sottoposto a una perquisizione da parte dei finanzieri. Durante l’attività sono stati acquisiti documenti ritenuti utili agli accertamenti. Il nome dell’imprenditore compare nell’inchiesta insieme a quello di altre persone coinvolte in diverse aree del Paese.

L’indagine sugli appalti

L’attività investigativa è stata condotta dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Ancona, sotto il coordinamento della Dda guidata dal procuratore Monica Garulli. Complessivamente sono 51 le persone indagate in Italia. Per otto di loro il gip del tribunale di Ancona ha disposto la custodia cautelare in carcere, mentre per altre cinque è stato disposto l’interrogatorio preventivo.

L’autorità giudiziaria ha inoltre disposto sequestri per oltre 57 milioni di euro. Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni lavori legati alla ricostruzione post-sisma sarebbero stati affidati in subappalto a soggetti collegati alla criminalità organizzata calabrese e campana. Si tratta di contestazioni ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria e riferite a persone che, allo stato dell’indagine, devono essere considerate non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.

Le attività in più province

Un secondo filone investigativo riguarda presunte condotte corruttive che avrebbero coinvolto pubblici ufficiali e imprenditori. Gli accertamenti hanno interessato le province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Piacenza e Treviso.

Per eseguire le attività sono stati impiegati circa 230 militari, impegnati in più di 50 perquisizioni e acquisizioni documentali. Gli investigatori stanno ricostruendo l’assegnazione dei lavori, i rapporti tra imprese e soggetti pubblici e la destinazione delle risorse impiegate per la ricostruzione dopo il sisma. Nel caso riguardante la Marca, gli elementi raccolti durante la perquisizione dell’imprenditore trevigiano saranno ora esaminati nell’ambito dell’inchiesta.