Bologna, 26 ottobre 2026 – Una tenda sotto il palazzo del Comune, una simbolica lettera di sfratto indirizzata al sindaco e un cartello con i volti del primo cittadino e della ministra dell’Università e della Ricerca. Sono alcuni degli elementi scelti dagli studenti per denunciare il costo degli alloggi in città, con la scritta: "Stanza doppia Bernini più Lepore 950 euro al mese".
La protesta si è svolta in mattinata in piazza Maggiore, davanti a Palazzo d’Accursio, dove gli attivisti del Collettivo autonomo universitario hanno organizzato un flash mob. L’iniziativa è arrivata a poche settimane di distanza da un precedente presidio nella zona universitaria e ha riportato al centro dell’attenzione la difficoltà per gli studenti di trovare sistemazioni a prezzi sostenibili.
La denuncia del collettivo
Accanto alla tenda e ai cartelli è stato allestito anche un tabellone gigante ispirato al Monopoli. In ciascuna casella sono stati indicati i prezzi che, secondo gli organizzatori, gli studenti devono affrontare per una stanza a Bologna. Il collettivo contesta in particolare la diffusione degli studentati privati, alcuni dei quali finanziati con risorse del PNRR, e sostiene che tali fondi pubblici siano confluiti in fondi di speculazione, contribuendo ad aggravare il carovita.
"Siamo stufi della situazione in cui ci troviamo", ha spiegato una delle attiviste. La protesta prende di mira anche la gestione degli affitti brevi, rispetto alla quale gli studenti chiedono di fissare un numero massimo di bed and breakfast. Nel mirino c’è quindi l’insieme delle politiche abitative che, secondo il collettivo, non starebbe garantendo risposte adeguate alla domanda di alloggi a prezzi accessibili.
Il prossimo appuntamento
Al termine del flash mob, i partecipanti hanno annunciato la loro adesione allo sciopero generale del 30 ottobre. L’invito rivolto agli studenti è a partecipare a una mobilitazione definita trasversale, con l’obiettivo di portare il tema degli affitti e della crisi abitativa all’interno di una protesta più ampia.