Perugia (PG)

Studentessa minorenne, processo a Perugia per violenza sessuale

La Procura contesta due episodi vicino all’istituto e minacce con un coltello; l’imputato, 50 anni, è sotto giudizio.

È sotto processo davanti al Tribunale collegiale di Perugia un idraulico di 50 anni, estraneo al personale scolastico, accusato di violenza sessuale aggravata e minaccia aggravata ai danni di una studentessa minorenne. I fatti contestati dalla Procura risalgono alla primavera del 2024 e si sarebbero verificati nei pressi dell’istituto frequentato dalla ragazza, in provincia di Perugia.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, il primo episodio sarebbe avvenuto quando l’uomo avrebbe avvicinato la studentessa vicino alla scuola, rivolgendole apprezzamenti a sfondo sessuale. I due avrebbero poi raggiunto un parcheggio nelle vicinanze, dove l’imputato avrebbe toccato la ragazza e l’avrebbe baciata contro la sua volontà, bloccandole le mani. Quando la giovane avrebbe cercato di sottrarsi, l’uomo le avrebbe rivolto insulti e minacce, dicendole che sarebbe morta se qualcuno avesse saputo quanto accaduto.

Le contestazioni della Procura

Sempre secondo gli atti, l’imputato avrebbe tentato di abbassare i pantaloni della studentessa e i propri, con l’intenzione di avere un rapporto sessuale. Di fronte ai tentativi della minorenne di divincolarsi, le avrebbe indicato un burrone e intimato di allontanarsi in quella direzione. La ragazza avrebbe continuato a chiedere di essere lasciata andare, ma l’uomo avrebbe reagito con ulteriori offese e minacce.

Il 1° giugno 2024 si sarebbe verificato un secondo incontro nei pressi della scuola, seguito anche in questo caso dal raggiungimento di un parcheggio. L’uomo, dopo averle chiesto scusa per quanto accaduto in precedenza, avrebbe ripreso a insultarla e a palpeggiarla. Quando la studentessa avrebbe manifestato la volontà di allontanarsi, le avrebbe impedito di farlo, minacciandola nuovamente e dicendole che sarebbe morta se avesse raccontato l’accaduto.

La denuncia e il dibattimento

La contestazione più grave riguarda l’uso di un coltellino con lama a falce, che l’imputato avrebbe puntato sotto la gola della minorenne intimandole di fare ciò che le ordinava. Secondo la Procura, la presenza dell’arma rappresenta l’aggravante contestata per il reato di minaccia.

La vicenda è emersa dopo la denuncia presentata dalla studentessa ai carabinieri. In seguito, la Procura di Perugia ha disposto una perquisizione personale e domiciliare nei confronti dell’uomo, con l’obiettivo di cercare il coltello descritto dalla ragazza e altri elementi utili alle indagini.

Il processo prosegue davanti al collegio composto da Angela Avila, Costanza Coli ed Edoardo Esposito. Nell’ultima udienza sono stati ascoltati altri testimoni dell’accusa. Il procedimento è stato aggiornato al 1° dicembre, quando è prevista l’audizione dell’ultimo testimone del pubblico ministero; successivamente dovrebbe essere esaminato l’imputato, difeso dall’avvocato Delfo Berretti. Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del giudizio.