Toscana

SINAPPE: organici e strutture, dubbi sul nuovo Padiglione D

Carenze a Gorgona; guasti, muffa e infiltrazioni nell’infermeria

Dopo la visita del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto alla Casa circondariale di Livorno, avvenuta il 28 agosto 2026, il segretario provinciale del SINAPPE, Agostino Candia, interviene sul futuro dell’istituto delle Sughere. Al centro della posizione del sindacato ci sono l’apertura del Padiglione C, quella prevista del Padiglione D e le condizioni in cui opera il personale di Polizia Penitenziaria.

Il SINAPPE esprime favore per l’ampliamento della struttura e per la disponibilità di nuovi spazi detentivi, ma considera prematuro parlare di un modello virtuoso. Secondo Candia, infatti, restano numerose criticità che riguardano direttamente gli operatori. L’apertura del nuovo padiglione, sostiene l’organizzazione, non può essere valutata soltanto sulla base dei numeri riportati nella pianta organica.

La carenza di personale a Gorgona

Il sindacato richiama in particolare la situazione della sezione distaccata di Gorgona. Secondo quanto riferito da Candia, sull’isola sono attualmente impiegate circa 26 unità tra sottufficiali, assistenti e agenti, a fronte di un livello minimo previsto di 35. A questa differenza si aggiungono tre operatori in uscita per trasferimenti o altri incarichi e un agente passato al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti, non ancora sostituito.

Per il SINAPPE, questi dati devono essere considerati nella programmazione legata all’apertura del Padiglione D. Il segretario provinciale sottolinea che il personale assegnato a Livorno non presta servizio soltanto alle Sughere, ma anche alla Base Navale, ai distaccamenti delle Fiamme Azzurre e alla sezione di Gorgona. L’ampliamento dell’istituto, quindi, dovrebbe essere accompagnato da una valutazione complessiva degli organici disponibili.

Caserma e condizioni della struttura

Tra le richieste del sindacato figura anche il ripristino della caserma agenti, considerata uno strumento utile per affrontare il problema degli alloggi destinati al personale penitenziario. Candia riferisce che sono state avviate procedure e previsti finanziamenti per la ristrutturazione, ma chiede tempi certi sull’inizio dei lavori e sulla restituzione di una struttura adeguata.

Il problema abitativo, secondo il SINAPPE, è aggravato dal costo degli affitti a Livorno e rende più difficile l’assegnazione di nuovi operatori all’istituto. Il sindacato segnala inoltre criticità agli impianti e alle caldaie, difficoltà nella cucina dei detenuti, problemi emersi dopo l’apertura del Padiglione C e la presenza di locali ancora inutilizzabili.

Particolare preoccupazione viene espressa per l’infermeria, descritta dal sindacato come una struttura in condizioni assolutamente indecorose. Candia riferisce la presenza di muffa, locali insalubri e infiltrazioni d’acqua durante le precipitazioni. Per il segretario provinciale, è inaccettabile che un ambiente destinato all’assistenza sanitaria presenti problemi di questo tipo.

Il SINAPPE precisa di non essere contrario al Padiglione D, ma all’ipotesi di procedere senza garantire contemporaneamente personale sufficiente e un’organizzazione adeguata. Il timore è che l’apertura aumenti il carico di lavoro di operatori già in difficoltà. Il sindacato lamenta anche di non essere stato coinvolto nel confronto con il viceministro durante la visita, ritenendo importante portare direttamente all’attenzione del ministero le condizioni dell’istituto.

La richiesta finale è quella di un confronto urgente su organici, situazione di Gorgona e ristrutturazione della caserma, prima dell’apertura del nuovo padiglione. La posizione del SINAPPE è che l’efficienza di un carcere non dipenda soltanto dagli edifici e dai posti disponibili, ma anche da personale adeguato, organizzazione e condizioni di lavoro dignitose.