Due carte d’identità elettroniche prive di microchip sono state sequestrate dalla polizia locale di Como a distanza di tre giorni. Il primo documento è stato individuato durante un controllo in una delle cosiddette zone rosse della città, mentre il secondo è stato consegnato direttamente agli uffici dell’Anagrafe comunale.
Il controllo nel parchetto
Il primo episodio risale a venerdì 30 ottobre, alle 15.50. Gli agenti stavano effettuando un controllo nel parchetto di via Antonio Sant’Elia, all’intersezione con via Marco Enrico Bossi. Durante l’identificazione di una persona, gli operatori hanno esaminato la carta d’identità elettronica esibita e hanno verificato che il microchip era stato rimosso.
Il documento è stato sottoposto a sequestro penale. Nei confronti della persona identificata sono state contestate le ipotesi di reato previste dagli articoli 477 e 482 del Codice penale, relativi alla falsità materiale commessa su documenti.
Il documento presentato all’Anagrafe
Il secondo intervento è avvenuto lunedì 2 novembre, intorno alle 12.30, negli uffici dell’Anagrafe comunale di via Vittorio Emanuele. La polizia locale è intervenuta su richiesta della centrale operativa dopo che un cittadino aveva presentato una carta d’identità elettronica anch’essa priva del microchip.
Anche in questo caso gli agenti hanno proceduto al sequestro del documento e hanno contestato le ipotesi di reato previste dagli articoli 477 e 482 del Codice penale. La carta d’identità elettronica contiene un microchip nel quale sono conservati i dati necessari all’identificazione e alla verifica dell’autenticità del documento. La sua rimozione impedisce l’utilizzo delle funzioni elettroniche e costituisce l’elemento riscontrato dagli agenti nei due documenti.