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Scontri a Milano, identificato un ragazzo di 11 anni

Il minore è stato rintracciato nell’istituto della Barona dopo i saccheggi nel centro cittadino

Sono diventati virali sui social network i video che documentano i disordini avvenuti lo scorso fine settimana a Milano. I carabinieri hanno identificato due minorenni ritenuti coinvolti negli episodi: un ragazzo italiano di 11 anni, il più giovane tra quelli individuati, e un sedicenne rintracciato a Desio, in Brianza.

L’identificazione nella scuola

Il ragazzino di 11 anni frequenta la seconda media ed è stato rintracciato e prelevato nella sua scuola alla Barona, nella periferia sud-occidentale del capoluogo lombardo. Secondo quanto ricostruito, domenica sarebbe entrato nel negozio Fusaro durante i saccheggi avvenuti nel centro cittadino. In un video pubblicato su Instagram lo si vede uscire dall’esercizio con diverse cinture.

Il sedicenne, invece, era stato ripreso il giorno precedente con un cappello dell’Arma in testa. Nei suoi confronti vengono contestati i reati di devastazione e saccheggio, furto e vilipendio delle Forze armate. Le immagini circolate online sono state utilizzate dagli investigatori nell’attività di identificazione dei partecipanti alle violenze.

Le misure per i minorenni

Quelli dell’undicenne e del sedicenne rappresentano solo una parte dei casi esaminati dal Tribunale per i minorenni. Nel solo fine settimana sono stati effettuati 35 arresti, con accuse che comprendono, a vario titolo, devastazione e saccheggio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

La maggioranza degli arrestati ha tra i 15 e i 16 anni; tre sono nati nel 2012. In una nota congiunta, la presidente del Tribunale per i minorenni Paola Ortolan e il procuratore per i minorenni Luca Villa hanno precisato che nessun minore straniero non accompagnato è stato coinvolto. Trentuno dei 35 arrestati non aveva precedenti penali. Tra gli altri dati diffusi, 25 risultano nati in Italia e 17 hanno un cognome italiano.

La maggior parte dei minori risiede a Milano, dove si contano dieci casi, oppure nell’hinterland, con tredici persone. Soltanto due risultano residenti fuori dalla Lombardia. Per cinque minorenni la Procura ha chiesto la custodia in carcere, per 19 la permanenza in casa e per altri dieci il collocamento in comunità.

La vicenda è stata richiamata anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha commentato l’identificazione dell’undicenne nel video con cui annunciava il nuovo decreto sui cortei. La premier ha definito il coinvolgimento di un minore un elemento preoccupante, collegandolo al rischio che atti di vandalismo e visibilità sui social vengano percepiti dai ragazzi come strumenti di affermazione.