Bergamo (BG)

Rota lascia la Procura di Bergamo: tre donne in corsa

Csm valuta Cocucci, Labia e Blasco; il rinnovo dei togati può rinviare la decisione al 2027

La Procura di Bergamo si prepara a un cambio ai vertici dell’ufficio. Maria Cristina Rota, aggiunta della Procura, compirà 67 anni il 29 novembre e andrà in pensione dal primo dicembre. La magistrata ha più volte garantito la continuità dell’ufficio in fasi delicate: dopo la scomparsa del procuratore Walter Mapelli, nel 2019, e dopo il congedo di Antonio Chiappani, nel 2023, fino all’arrivo di Maurizio Romanelli nel 2024.

Il posto non è ancora formalmente vacante e, per questo, i curricula delle candidate non sono stati pubblicati. La procedura potrebbe inoltre subire uno slittamento legato al rinnovo del Consiglio superiore della magistratura. Le elezioni per i componenti togati sono state fissate per il 25 e 26 ottobre, mentre il mandato dell’attuale composizione scadrà alla fine di gennaio 2027. Non è ancora chiaro se la scelta per Bergamo sarà esaminata dall’attuale Csm o dalla nuova composizione, ipotesi ritenuta più probabile.

La rosa dopo l’uscita di Caramore

La partita per l’incarico si è ristretta a tre candidature dopo la nomina di Ciro Vittorio Caramore a procuratore aggiunto di Venezia. Il plenum del Csm ha scelto il magistrato, 58 anni, pm a Busto Arsizio, che era tra i quattro aspiranti al posto di Bergamo. Restano in corsa Laura Cocucci, sostituto procuratore a Bergamo, Giulia Labia, sostituto procuratore generale a Brescia, e Adriana Blasco, sostituto procuratore a Milano.

Il termine per presentare nuove domande è scaduto, ma la procedura dovrà ancora passare dalla Quinta commissione del Csm, che formula la proposta, e dal plenum, chiamato a decidere. Le candidate non risultano intenzionate a ritirarsi, anche se la situazione potrebbe cambiare in relazione ad altre nomine. Cocucci non ha presentato domande per altri incarichi; Labia concorre anche per la Procura per i minorenni di Brescia; Blasco ha candidato il proprio nome anche per il posto di procuratore aggiunto a Catanzaro.

Carriere e criteri per la scelta

La Quinta commissione procede secondo l’ordine di vacanza degli incarichi e il nuovo testo unico del 2024 ha introdotto criteri più stringenti. Oltre alla carriera complessiva, per un posto da aggiunto vengono valutate le esperienze dirigenziali e gestionali. Il confronto avviene per passaggi successivi, una sorta di imbuto valutativo, che consente di restringere progressivamente la rosa dei profili.

Laura Cocucci, 61 anni, è magistrata dal 1993. Dopo gli anni alla Procura di Trapani, tra il 1994 e il 1997, ha lavorato fino al 2010 alla Procura di Milano, occupandosi di rapine, truffe e sfruttamento della prostituzione. A Bergamo ha seguito inizialmente i procedimenti per infortuni e colpe mediche, diventando poi un punto di riferimento per i reati di violenza di genere. Nel suo percorso figurano anche quattro anni nel consiglio giudiziario e otto nel Comitato pari opportunità della Corte d’Appello di Brescia. In più occasioni ha sostituito Rota nelle funzioni di aggiunta durante le assenze del procuratore.

Giulia Labia, 56 anni, è magistrata dal 1997. Dopo le esperienze nelle Procure di Agrigento e Verona, dal 2017 è sostituto procuratore generale a Brescia. Il suo nome è comparso nelle cronache bergamasche per il procedimento sulle villette abusive di Aviatico, demolite dopo 15 anni. Si è occupata anche di violenza sessuale, abusi su minori, maltrattamenti, esecuzioni penali e confische. Ha inoltre contribuito alla redazione di un memorandum operativo tra Procura e Guardia di finanza e, in alcune occasioni, ha sostituito il procuratore generale alle riunioni del consiglio giudiziario.

Adriana Blasco, 52 anni, è la più giovane delle candidate. In magistratura a Milano dal 2009, ha lavorato per anni nel dipartimento specializzato nelle esecuzioni penali. Nel suo percorso figurano protocolli con il tribunale di Sorveglianza e la partecipazione a tavoli di lavoro sulle carceri e sull’esecuzione delle misure psichiatriche. La decisione finale dipenderà ora dai tempi della procedura e dall’assetto del Csm dopo le elezioni.