Cogliate (MB)

Arrestato a Cogliate per maltrattamenti alla madre invalida

La 71enne avrebbe subito per anni vessazioni, minacce e richieste di denaro legate a droga e alcol

Un 38enne di Cogliate è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti della madre di 71 anni, invalida al 100% e vedova. I due vivevano insieme e, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe subito per circa quattro anni violenze fisiche e psicologiche, minacce e continue richieste di denaro.

L’indagine è stata avviata dopo la denuncia presentata dalla vittima, che si è rivolta alle autorità lo scorso luglio. La donna, secondo gli elementi raccolti, non aveva mai denunciato prima le condotte del figlio per paura. Gli accertamenti sono stati condotti dai Carabinieri della Tenenza di Cesano Maderno e coordinati dalla Procura della Repubblica di Monza, nell’ambito della procedura d’urgenza prevista dal Codice Rosso.

Le accuse della donna

Nel corso della denuncia la 71enne avrebbe riferito di essere stata insultata quotidianamente e sottoposta a minacce di morte e danneggiamenti all’interno dell’abitazione. Il figlio, disoccupato e già noto alle forze dell’ordine, sarebbe inoltre comparso spesso in stato di alterazione a causa dell’abuso di alcol e dell’assunzione di sostanze stupefacenti.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo avrebbe preteso con continuità denaro per acquistare droga e sigarette, arrivando a prosciugare il conto corrente della madre e a consumare l’eredità lasciata dal padre defunto. Le richieste economiche si sarebbero inserite in un quadro più ampio di vessazioni e intimidazioni, proseguito nel tempo all’interno della casa condivisa.

La misura cautelare

Tra gli episodi contestati figurano anche alcuni fatti di particolare gravità. Nel gennaio 2026 il 38enne avrebbe tentato di strangolare la madre utilizzando la corda di una tapparella. Nel luglio successivo, secondo l’accusa, l’avrebbe invece minacciata con un coltello a serramanico.

La donna, pur essendo stata informata della possibilità di rivolgersi ai Centri antiviolenza, avrebbe scelto di non trasferirsi in una struttura protetta e di rimanere nella propria abitazione. Gli investigatori hanno tuttavia valutato concreto il pericolo per la sua incolumità.

Su richiesta della Procura di Monza, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza ha quindi disposto la custodia cautelare. Dopo le formalità di rito, l’indagato è stato trasferito nel carcere di Monza, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.