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Ravenna, inchiesta sui certificati anti-Cpr: Avs replica

Nove persone risultano sotto esame, tra cui otto professionisti della struttura emiliana

Alleanza Verdi e Sinistra prende posizione sull’indagine relativa ai presunti certificati medici rilasciati per impedire il rimpatrio di persone migranti. La vicenda coinvolge nove indagati, tra cui otto sanitari dell’ospedale di Ravenna, ed è stata commentata dal medico e consigliere regionale Avs Paolo Trande e da Donatella Albini, medica e responsabile nazionale Salute di Sinistra Italiana.

Le dichiarazioni arrivano dopo l’intervento della senatrice Ilaria Cucchi. Secondo Trande e Albini, l’indagine, condotta da alcune Procure con l’attenzione del Ministero dell’Interno, sarebbe destinata a finire nel nulla. I due esponenti politici sostengono che la tutela della salute del paziente debba prevalere, indipendentemente dal nome o dalla nazionalità della persona assistita.

La posizione dei medici

Nel ragionamento di Avs, la valutazione clinica del medico contiene una componente soggettiva essenziale, legata alla scienza, alla coscienza e all’esperienza professionale, che non potrebbe essere valutata esclusivamente attraverso le norme penali. Per questo, le accuse contestate ai sanitari, e in particolare quella di associazione a delinquere riferita al momento a tre professionisti, vengono definite infondate.

Trande e Albini affermano inoltre che molti dei medici coinvolti non avrebbero mai nascosto la propria convinzione sull’inadeguatezza degli attuali Centri di permanenza per i rimpatri a ospitare persone migranti. Secondo la loro posizione, nei Cpr le condizioni ambientali potrebbero favorire l’insorgenza di malattie, mentre in altri casi lo stato fisico o psichico degli ospiti potrebbe risultare incompatibile con una forma di detenzione amministrativa.

Il confronto nella destra

Gli esponenti di Avs inseriscono la vicenda anche nel quadro dello scontro interno alla destra, collegandolo alla crescita del movimento di Roberto Vannacci. A loro giudizio, le perquisizioni che avrebbero riguardato 23 medici sarebbero parte di una competizione politica finalizzata a dimostrare quale componente della destra sia più rigorosa sui temi dell’immigrazione.

Nel loro intervento, Trande e Albini sostengono che post-fascisti e leghisti di area salviniana stiano cercando di ribadire la propria posizione contro l’immigrazione per contenere il consenso verso Vannacci. Si tratta della lettura politica proposta da Avs sulla vicenda, mentre l’indagine resta affidata agli accertamenti delle autorità giudiziarie e le responsabilità degli indagati dovranno essere valutate nelle sedi competenti.