Modena (MO)

Porta Nord, sosta a pagamento: protestano sindacati e opposizioni

L’amministrazione vuole sostenere il multipiano inattivo, ma il provvedimento alimenta critiche su costi e confronto

La decisione della giunta di Modena di rendere a pagamento il parcheggio di Porta Nord e le aree di sosta a raso intorno alla stazione ha aperto un fronte di protesta che coinvolge sindacati, associazioni dei consumatori e forze politiche di opposizione. Il provvedimento è collegato alla necessità di rendere più sostenibile l’assegnazione in concessione del parcheggio multipiano vicino alla Casa della Salute Giorgio Pini Vecchi, realizzato da Esselunga e inattivo da oltre un anno.

Le critiche sulla mobilità

Alessandro De Nicola, della Cgil Modena, sostiene che l’amministrazione abbia iniziato con il piede sbagliato. Secondo il sindacato, l’area di Porta Nord è strategica per chi raggiunge i treni e l’introduzione delle tariffe rischia di penalizzare soprattutto i pendolari, costringendoli a cercare posti più lontani dagli accessi ferroviari. La Cgil evidenzia inoltre il possibile aumento del traffico nelle strade vicine e il rischio di disincentivare l’uso del trasporto pubblico.

La richiesta è di sospendere gli aumenti e aprire un confronto sulla mobilità e sulla logistica dell’intera zona retrostante la stazione. Critiche analoghe arrivano da Marzio Govoni, di Federconsumatori Modena, che chiede di affrontare in modo unitario i problemi del quartiere a nord dello scalo. Tra gli elementi richiamati ci sono anche le conseguenze dell’insediamento dello studentato CampusX, ritenuto privo di un parcheggio interrato adeguato per i propri ospiti.

Govoni osserva che la sostenibilità economica del multipiano appariva legata alla riduzione della sosta gratuita nelle aree circostanti. Pur riconoscendo che le tariffe ipotizzate a Modena sarebbero al momento inferiori a quelle applicate a Bologna o alla stazione di Reggio Emilia AV, Federconsumatori contesta l’assenza di un coinvolgimento preventivo di lavoratori, studenti, utenti del trasporto pubblico e parti sociali.

Il confronto politico

Fratelli d’Italia, con Elisa Rossini, critica il metodo seguito dall’amministrazione e lamenta un deficit di partecipazione. Il gruppo avrebbe preferito un passaggio in Consiglio comunale o almeno un’informazione preventiva. FdI ha inoltre presentato un’interrogazione per verificare il rispetto dell’articolo 7, comma 8, del Codice della strada, che prevede un’adeguata area di parcheggio gratuito nelle immediate vicinanze delle zone a pagamento. Il partito chiede la sospensione dell’atto fino al completamento delle verifiche.

Anche Forza Italia, con Enrico Fontana e Giovanni Botti, parla di un doppio fallimento della Giunta Mezzetti: da una parte la mancata attivazione di un bene pubblico pronto da oltre un anno, dall’altra la scelta di trasferire sui cittadini i costi della gestione. Le tariffe indicate arriverebbero fino a 3 euro al giorno, mentre gli abbonamenti mensili sarebbero pari a 60 euro. Gli esponenti azzurri chiedono il ritiro della delibera, un nuovo bando che tuteli la sosta gratuita e una relazione in aula sui costi della gara andata deserta.