Piacenza (PC)

Più allievi alla scuola di polizia, ma calano gli istruttori

Il Siap denuncia riduzioni e disagi nei servizi provinciali, dalla Postale alla Ferroviaria.

La Scuola di Polizia di Piacenza ha accolto i nuovi allievi agenti con una partecipazione superiore rispetto al corso precedente. L’aumento degli ingressi, però, si accompagna a una riduzione del personale in servizio e degli istruttori specializzati. A segnalare la situazione è Sandro Chiaravalloti, segretario provinciale del sindacato Siap, secondo cui le difficoltà rischiano di incidere anche sulla qualità della formazione.

Nel 2024 gli operatori assegnati alla scuola erano 45, mentre oggi sono scesi a 35. Il calo riguarda anche le figure incaricate di seguire la preparazione degli aspiranti agenti. Per il sindacato, la formazione rappresenta il primo passaggio per garantire sicurezza sul territorio e la carenza di istruttori costituisce quindi un elemento di particolare preoccupazione.

Le difficoltà negli uffici provinciali

Secondo la ricostruzione del Siap, le criticità non si limitano alla scuola. La Polizia Postale della provincia, impegnata nel contrasto ai reati informatici, opera attualmente con appena 5 unità. Chiaravalloti la indica come l’ufficio più in sofferenza dell’intero territorio provinciale, anche alla luce di un contesto che il sindacato descrive come sempre più complesso.

Ridotto anche l’organico della Polizia Ferroviaria, che può contare su 10 poliziotti. Il presidio opera in un’area considerata difficile dal sindacato, che richiama i recenti fatti di cronaca senza fornire ulteriori dettagli. Nel frattempo, i rinforzi arrivati in questura sono stati assorbiti da trasferimenti, pensionamenti e dalla partecipazione ai corsi di qualificazione per il conseguimento di gradi superiori.

Organico stabile ma insufficiente

La questura di Piacenza, sempre secondo il Siap, dal 2021 mantiene una forza operativa sostanzialmente stabile: circa 180 unità tra il personale dal grado di ispettore in giù. Considerando anche la carenza di figure dirigenziali, la consistenza media arriva a circa 185 operatori. Una situazione che, a fronte dell’aumento del lavoro, viene giudicata insufficiente per sostenere tutte le esigenze dei diversi uffici.

Chiaravalloti sostiene inoltre che Piacenza non riceva un’attenzione adeguata nella distribuzione delle nuove risorse, nonostante la presenza dei poli logistici, l’immigrazione collegata a questi insediamenti e la posizione geografica della città. Il sindacato chiede implicitamente che questi fattori siano considerati nella programmazione degli organici e nell’assegnazione del personale.

La carenza di addetti produce anche conseguenze sulla permanenza degli agenti. Una volta maturati i requisiti per chiedere il trasferimento, molti dipendenti lasciano Piacenza, dove le condizioni di lavoro sono rese più difficili dall’organico ridotto. In questo modo, osserva il Siap, vengono disperse la conoscenza del territorio e l’esperienza acquisita sul campo, mentre gli uffici devono continuare a formare e affiancare giovani agenti, pur riconoscendone motivazione e impegno.