Mario Roggero resta detenuto mentre il tribunale di sorveglianza di Torino esamina la richiesta di differimento della pena. L’udienza si è svolta il 9 settembre 2026 a porte chiuse e riguarda anche l’attesa per l’eventuale grazia chiesta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella dai familiari del gioielliere.
La richiesta punta a rinviare l’esecuzione della condanna, in attesa di una possibile decisione del Quirinale. Nelle scorse settimane un giudice torinese aveva respinto provvisoriamente l’istanza. Ora, come previsto dal codice, il collegio è chiamato a rivalutare la situazione. Roggero è detenuto da luglio nel carcere di Bollate.
Il collegamento dal carcere
Il gioielliere sta scontando una pena di 14 anni e nove mesi per l’uccisione di due rapinatori che nel 2021 assaltarono la sua gioielleria a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. Durante l’udienza ha partecipato in video collegamento, indossando giacca e cravatta. Dopo avere salutato i presenti, è rimasto in silenzio per tutta la durata dell’incontro, lasciando la parola al suo difensore Stefano Marcolini.
Il procuratore generale Giancarlo Avenati Bassi ha espresso parere contrario al differimento, ritenendo poco probabile la concessione della grazia da parte di Mattarella. La difesa ha quindi formulato una richiesta alternativa: se il rinvio non sarà accordato, Roggero potrebbe scontare la pena agli arresti domiciliari. Secondo l’avvocato Marcolini, la questione presenta pochi precedenti giurisprudenziali e la decisione attesa potrebbe avere rilievo per casi analoghi.
Il nodo della competenza
Sulla stessa vicenda è fissata per il 16 settembre un’udienza davanti al tribunale di Milano. La presenza di due diversi uffici giudiziari chiamati a pronunciarsi sul medesimo tema è considerata inusuale. Per questo, a novembre, la Cassazione dovrà stabilire quale sia il tribunale territorialmente competente.
Nel carcere di Bollate Roggero riceve regolarmente le visite della moglie e delle figlie. Tra le persone che sono andate a trovarlo figurano Matteo Salvini e Silvia Sardone, entrambi della Lega, oltre a Galeazzo Bignami di Fratelli d’Italia. Secondo quanto riferito dal legale, il detenuto lavora come contabile all’interno dell’istituto e dispone di un piccolo ufficio.
Roggero avrebbe inoltre stretto amicizia con Massimo Bossetti, condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio. L’avvocato Marcolini ha riferito che il morale del suo assistito resta alto, compatibilmente con le condizioni della detenzione, mentre prosegue l’attesa per gli esiti dei procedimenti davanti ai diversi organi giudiziari.