Pistoia (PT)

Pistoia, causa da 50mila euro dopo la rivelazione del marito

Una coppia, unita alla fine degli anni Novanta, è oggi contrapposta davanti ai magistrati per conseguenze psicologiche e progetti genitoriali

A Pistoia una donna ha avviato una causa civile nei confronti del marito, chiedendo un risarcimento di 50mila euro. La richiesta è legata alla scoperta, avvenuta dopo anni di matrimonio, dell’omosessualità dell’uomo, che avrebbe comunicato alla moglie di avere intrapreso una relazione con un altro uomo.

La vicenda, riferita dall’edizione fiorentina de La Repubblica, è arrivata davanti al tribunale di Pistoia. Al centro del procedimento ci sono il deterioramento del rapporto coniugale, il mancato progetto di maternità della donna e le conseguenze che, secondo la sua ricostruzione, la rivelazione avrebbe prodotto sul piano psicologico e nella vita quotidiana.

Il matrimonio e il desiderio di maternità

I due si erano sposati alla fine degli anni Novanta. Con il passare del tempo, il matrimonio avrebbe iniziato a entrare in una fase di difficoltà. La donna desiderava avere un figlio e, sempre secondo quanto ricostruito, si era informata anche sulla possibilità di congelare gli ovuli, proponendo al coniuge di ricorrere alla fecondazione in vitro. L’uomo avrebbe però rifiutato questa ipotesi.

La scoperta dell’omosessualità del marito, secondo la posizione sostenuta dalla moglie, avrebbe innescato o aggravato alcune patologie, tra cui una sindrome depressiva. Nel ricorso vengono indicati effetti sull’integrità psico-fisica e ripercussioni sulla quotidianità, compresa l’attività lavorativa.

Le posizioni contrapposte in tribunale

La donna attribuisce al coniuge una condotta illecita per non essere stata informata, né prima né durante il matrimonio, del suo orientamento sessuale. La richiesta comprende danni patrimoniali, biologici e non patrimoniali, collegati – secondo la prospettazione della parte – alla lesione di diritti riferiti alla famiglia, alla salute, alla sessualità e alla procreazione.

Il marito contesta questa ricostruzione. Sostiene che il rapporto fosse in crisi da molti anni e che i due avessero già deciso di vivere separati. L’uomo afferma inoltre che, nel frattempo, la moglie avrebbe avuto una relazione parallela. Nella sua difesa sottolinea anche che nessuno può essere obbligato ad avere rapporti intimi o ad avere figli.

La causa è quindi chiamata a confrontarsi con versioni divergenti sull’andamento del matrimonio e sulle conseguenze della rivelazione. Nel testo disponibile non viene indicato l’esito del procedimento né una decisione definitiva del tribunale sulla richiesta risarcitoria.