Parabiago (MI)

Omicidio Ravasio a Parabiago, ergastolo per la figlia

La procura contesta premeditazione e ruolo nel piano ai danni dell’ex compagno della madre.

La Procura ha chiesto l’ergastolo per Ariene Pereira Bezerra da Silva, imputata nel processo per l’omicidio di Fabio Ravasio. La giovane, figlia di Adilma Pereira Carneiro, è accusata di avere avuto un ruolo centrale nel piano che avrebbe portato alla morte dell’uomo, allora compagno della madre.

Il delitto sarebbe stato realizzato attraverso un finto incidente stradale. Ravasio, 52 anni, venne investito il 9 agosto 2024 nell’ambito di una messinscena che, secondo la ricostruzione dell’accusa, sarebbe stata organizzata per eliminarlo e ottenere l’eredità. La madre dell’imputata, soprannominata Mantide di Parabiago, è stata indicata dagli inquirenti come la mente del progetto.

La ricostruzione dell’accusa

Al termine di una requisitoria durata sei ore davanti alla Corte d’Assise, il pubblico ministero Ciro Caramore ha contestato ad Ariene la premeditazione e si è opposto al riconoscimento delle attenuanti generiche. Secondo la Procura, madre e figlia avrebbero partecipato attivamente alla pianificazione dell’omicidio e alla gestione dei contatti con le altre persone coinvolte.

Tra gli elementi richiamati in aula ci sarebbe un incontro nel bar di Massimo Ferretti, all’epoca amante di Adilma Pereira Carneiro. In quella circostanza, secondo l’accusa, Ariene avrebbe suggerito di cercare un sicario nel campo nomadi di Magenta. Alla giovane sono stati inoltre contestati i rapporti con Mohamed Dahibi, già condannato in primo grado, e le telefonate e i messaggi scambiati con la madre e con gli altri imputati prima e dopo il delitto.

La Procura sostiene anche che Ariene abbia contribuito alla pulizia dell’auto utilizzata per investire Ravasio. I contatti successivi all’omicidio, secondo l’impostazione accusatoria, delineerebbero una rete di comunicazioni nella quale la giovane avrebbe ricoperto un ruolo rilevante. La difesa dovrà ora confrontarsi con le contestazioni prima della decisione della Corte d’Assise.

Le condanne in primo grado

Adilma Pereira Carneiro è stata condannata all’ergastolo dalla Corte d’Assise il 15 giugno 2026. Con lei sono stati condannati in primo grado anche Mirko Piazza, Mohamed Dahibi, Fabio Lavezzo, indicato come il palo, e Marcello Trifone, ex marito della donna: per tutti è stata pronunciata la pena dell’ergastolo.

Per Igor Benedito, figlio di Carneiro, e Massimo Ferretti la condanna è stata di 24 anni di reclusione. Fabio Oliva, il meccanico, ha invece ricevuto una pena di 9 anni e 4 mesi; nei suoi confronti non è stata riconosciuta l’aggravante della premeditazione. Il movente individuato dagli inquirenti sarebbe economico e sarebbe legato anche agli 800mila euro prestati dai genitori della vittima alla famiglia di Carneiro.

Secondo la ricostruzione processuale, la donna aveva firmato come garante per il figlio, esponendo i propri beni al rischio di essere aggrediti dal creditore in caso di insolvenza. Per Ariene, il procedimento è ancora in corso: dopo la richiesta della Procura, spetterà alla Corte d’Assise valutare gli elementi raccolti e stabilire le eventuali responsabilità della giovane.