Quattro operai egiziani sono saliti sulla gru di piazza San Nicola, a Tolentino, per protestare contro il mancato pagamento di alcune mensilità. L’allarme è scattato intorno alle 8: gli uomini hanno raggiunto un’altezza di circa 35 metri, mentre altri due lavoratori sono rimasti a manifestare nella piazza. Uno degli operai è rimasto a lungo a metà della macchina di sollevamento.
La richiesta degli arretrati
Al centro della protesta c’erano ancora una volta gli stipendi arretrati maturati nei cantieri della ricostruzione post-sisma. I lavoratori operano per un’impresa subappaltatrice della Crucianelli Rest Edile, ma non sono dipendenti della stessa società. Con la mediazione della Fillea Cgil era stato concordato un piano per il recupero delle somme dovute, con una tranche prevista proprio per la giornata odierna.
Gli operai, però, non hanno ritenuto sufficienti le rassicurazioni e hanno deciso di salire sulla gru, restando in quota fino a quando non hanno avuto certezza dell’avvenuto accredito delle spettanze. La protesta si è svolta sulla stessa gru utilizzata pochi giorni prima da altri tre lavoratori egiziani, rimasti per oltre 11 ore sulla struttura per chiedere il pagamento di tre mensilità arretrate.
L’intervento in piazza
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Tolentino e i vigili del fuoco, impegnati nella gestione della situazione e nelle operazioni necessarie per favorire la discesa degli operai. In piazza sono arrivati anche i rappresentanti sindacali. Uno degli uomini ha lasciato la gru con l’aiuto dei vigili del fuoco, mentre l’attenzione è rimasta concentrata sulla sicurezza dei lavoratori e delle persone presenti nell’area.
In piazza San Nicola è arrivato anche il sindaco Mauro Sclavi, che in quel momento stava accompagnando alcuni turisti nella visita al cappellone della basilica, tornato da poco fruibile. L’episodio si inserisce in una sequenza di proteste legate ai ritardi nei pagamenti nei cantieri della ricostruzione: dopo la precedente salita sulla gru, una manifestazione si era tenuta all’ex Genio Civile di Macerata e un’altra in un cantiere privato a Passo Colmurano.
La nuova protesta arriva inoltre all’indomani dell’operazione Ricostruzione della Guardia di finanza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona. Gli episodi segnalati negli ultimi giorni hanno riportato l’attenzione sulle difficoltà denunciate dai lavoratori impiegati nelle opere post-sisma e sulla necessità di garantire il pagamento delle spettanze maturate.