Un altro episodio di minacce e rapina si aggiunge al racconto degli atti di violenza attribuiti a un gruppo di giovanissimi tra Formigine e Casinalbo. A riferirlo è il padre di un ragazzo di 16 anni, che sostiene come il figlio sia stato avvicinato e minacciato nella stessa serata in cui, nella zona del parco Momo di Casinalbo, alcuni adolescenti sarebbero stati aggrediti, picchiati e derubati.
Secondo la ricostruzione del genitore, il ragazzo si trovava intorno alle 23.30 nei pressi dell’oratorio di Formigine. Stava aspettando alcuni amici quando avrebbe visto un gruppo di ragazzi corrergli incontro. La richiesta, stando al suo racconto, era quella di consegnare la giacca. Di fronte al rifiuto, sarebbero arrivate minacce di accoltellamento.
La denuncia del genitore
Il 16enne avrebbe poi seguito il consiglio di un amico, arrivato nel frattempo, e consegnato l’indumento per evitare che la situazione degenerasse. L’episodio, sempre secondo il padre, avrebbe lasciato nel ragazzo un forte trauma psicologico. Da allora, sostiene l’uomo, il figlio avrebbe paura di uscire di casa e avrebbe scelto di non presentare denuncia per il timore di possibili ritorsioni.
Il genitore descrive il gruppo come già noto tra Formigine e Casinalbo e accusa i suoi componenti di prendere di mira soprattutto ragazzi più giovani e ragazzine. Si tratta, tuttavia, di circostanze riferite dalla famiglia e non di elementi accertati nel testo. L’uomo chiede comunque che la situazione venga affrontata prima che possano verificarsi conseguenze più gravi.
Il precedente riferito dalla famiglia
Nel suo racconto, il padre richiama anche un episodio avvenuto a maggio, quando il figlio avrebbe incontrato gli stessi giovani, o parte di loro, con una mannaia in mano. Il riferimento viene utilizzato dal genitore per sottolineare quella che considera una presenza ricorrente e preoccupante sul territorio.
L’uomo rivolge infine un appello alle istituzioni. Dice di avere una figlia di 11 anni e si domanda cosa potrebbe accadere quando anche lei inizierà a muoversi da sola. Pur riconoscendo l’impegno dell’Amministrazione, il genitore sostiene che Formigine sia diventata invivibile per i più giovani e chiede interventi capaci di prevenire nuovi episodi e restituire sicurezza alle famiglie.