Si aprirà nel giugno 2027 davanti al Tribunale di Treviso il processo a carico di un uomo di 50 anni, originario del Marocco e difeso dall’avvocato Paola Miotti. L’imputato deve rispondere di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza di figli minorenni, lesioni personali aggravate e violenza sessuale. I fatti contestati, secondo la ricostruzione della Procura, si sarebbero verificati tra il 2022 e l’estate del 2024.
Le accuse della Procura
Al centro dell’inchiesta c’è il rapporto con la moglie, una connazionale di 27 anni. L’uomo avrebbe sottoposto la donna a un regime di controllo e intimidazione, impedendole di uscire autonomamente di casa e di coltivare relazioni sociali. Tra le minacce contestate figura anche quella di sgozzarla e di sottrarle i figli piccoli per portarli definitivamente in Marocco.
Nel capo d’imputazione vengono descritti anche episodi di violenza fisica e sessuale, spesso consumati, secondo l’accusa, alla presenza dei bambini. Il matrimonio sarebbe arrivato alla rottura a causa dell’atteggiamento descritto come geloso e possessivo dell’imputato, che avrebbe ostacolato la libertà personale della moglie e la sua possibilità di condurre una vita autonoma.
La denuncia e gli accertamenti
Tra gli episodi contestati c’è un’aggressione del 2 luglio 2024. In quella circostanza il 50enne avrebbe colpito la moglie con pugni al volto, provocandole lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. Un’altra contestazione riguarda il febbraio dello stesso anno, quando l’uomo avrebbe costretto la donna, contro la sua volontà, a subire e consumare un rapporto sessuale.
La vicenda è emersa dopo la denuncia della donna, assistita dall’avvocato Alessandra Nava. Le indagini sono state condotte dai carabinieri, attraverso gli accertamenti investigativi, l’audizione protetta dei minori e la raccolta di testimonianze. Sulla base degli elementi acquisiti, il pubblico ministero Gabriella Cama ha chiesto e ottenuto l’allontanamento urgente dell’uomo dalla casa familiare, insieme al divieto di avvicinamento alla persona offesa. Le accuse dovranno ora essere esaminate nel corso del processo.