Cinquanta agenti della Polizia Penitenziaria sono in arrivo alla Casa circondariale delle Sughere, a Livorno, ma secondo il Si.N.A.P.Pe. non ci sarebbero sistemazioni abitative adeguate per accoglierli. Il sindacato denuncia una situazione che da anni riguarda il personale dell’istituto e chiede interventi immediati per garantire condizioni dignitose ai lavoratori.
La rappresentanza provinciale dell’organizzazione afferma di avere appreso dalla stampa che il Prefetto non avrebbe accolto la richiesta del sindaco di Livorno di convocare un tavolo istituzionale sull’emergenza alloggi. Il confronto era stato sollecitato anche dopo un incontro tra il sindacato e l’amministrazione comunale, durante il quale sarebbero state manifestate attenzione e disponibilità ad affrontare il problema.
La carenza di alloggi
Il segretario provinciale del Si.N.A.P.Pe., Agostino Candia, sostiene che i nuovi arrivi rischiano di essere ospitati in soluzioni provvisorie, con stanze condivise da quattro o cinque persone. Per il sindacato, non si tratta di una richiesta di privilegio, ma della necessità di assicurare spazi adeguati per il riposo dopo turni di servizio impegnativi.
La criticità, prosegue l’organizzazione, non sarebbe recente. Da anni vengono segnalate la scarsità di alloggi destinati agli agenti, la necessità di una caserma più adeguata e la mancata conclusione dei lavori di ristrutturazione dei piani ancora da recuperare. Secondo il Si.N.A.P.Pe., l’aumento del personale e delle esigenze operative non sarebbe stato accompagnato da un adeguamento tempestivo delle infrastrutture.
Il sindacato chiede quindi un programma con tempi definiti per individuare sistemazioni immediate, recuperare gli spazi disponibili e completare gli interventi edilizi necessari. L’obiettivo indicato è superare soluzioni occasionali e provvisorie, individuando responsabilità precise tra gli enti coinvolti.
Parcheggi e collegamenti
Le richieste riguardano anche la mobilità attorno alle Sughere. Con l’incremento degli agenti e la possibile apertura del Padiglione D, il numero di familiari, operatori e persone autorizzate a raggiungere la struttura potrebbe aumentare. Il Si.N.A.P.Pe. considera perciò insufficiente l’attuale disponibilità di parcheggi e invita ad affrontare il tema prima che si verifichino ulteriori disagi.
Un’altra criticità segnalata è l’assenza di un collegamento diretto in autobus adeguato a servire il carcere. Il personale e gli altri utenti della struttura sarebbero spesso costretti a utilizzare mezzi privati, taxi o servizi Ncc. Per il sindacato, alloggi, caserma, parcheggi e trasporti dovrebbero essere affrontati all’interno di una programmazione comune.
Il Si.N.A.P.Pe. ringrazia il sindaco di Livorno per la disponibilità dimostrata e auspica che il confronto con il Provveditorato regionale possa portare a risultati concreti. La richiesta resta quella di risposte rapide sulle sistemazioni dei nuovi agenti e sugli interventi necessari per migliorare le condizioni di lavoro nella struttura penitenziaria.