Il Teatro della Società di Lecco è stato chiuso pro tempore. L’annuncio è arrivato dal sindaco Filippo Boscagli, mentre in Comune era in corso un incontro convocato per illustrare le ragioni del provvedimento e i possibili sviluppi. Alla base della decisione c’è un contenzioso aperto dall’aprile scorso, legato ad aspetti tecnici ed economici dei collaudi e dei lavori di riqualificazione dell’edificio.
Lo stop interessa uno dei principali luoghi culturali cittadini, tornato operativo alla fine di novembre dopo una lunga stagione di interventi. La riapertura del teatro di piazza Garibaldi era stata considerata la conclusione di un percorso durato anni. A pochi mesi dal ritorno delle attività, però, la vicenda relativa al cantiere è approdata davanti al Tribunale ordinario di Lecco.
Il ricorso dell’impresa
La controversia è stata avviata da Neocos Srl, società con sede a Borgomanero, in provincia di Novara, aggiudicataria del secondo lotto della riqualificazione del teatro. L’impresa ha presentato un ricorso con richiesta di accertamento tecnico preventivo. La prima udienza era stata fissata per il 5 maggio, dopo che la notifica era arrivata a Palazzo Bovara il 9 aprile.
Nel giro di pochi giorni il Comune aveva autorizzato la costituzione in giudizio. L’atto era stato firmato il 15 aprile, mentre il segretario generale Francesco Bergamelli aveva formalizzato il conferimento dell’incarico legale il 20 aprile. La difesa dell’amministrazione è stata affidata all’avvocato lecchese Giovanni Colombo, con un costo indicato in 4.316,08 euro.
La richiesta da 503mila euro
L’accertamento tecnico preventivo, previsto dagli articoli 696 e 696 bis del codice di procedura civile, consente di verificare lo stato dei luoghi, esaminare le opere realizzate e quantificare economicamente una possibile controversia prima dell’eventuale giudizio di merito. Il consulente tecnico nominato dal tribunale può inoltre favorire una mediazione tra le parti.
Secondo quanto sostenuto dalla società, la vertenza riguarda la correttezza tecnico-economica delle procedure attuative ordinate dal Comune e il mancato riconoscimento di somme ritenute dovute. Neocos chiede il riconoscimento di ulteriori 503mila euro, contestando il conteggio finale relativo allo stato di avanzamento dei lavori e al valore delle opere non completate.
In una nota diffusa all’epoca dei fatti, l’amministrazione comunale aveva spiegato che il ricorso era finalizzato soprattutto alla verifica dello stato dei luoghi e di una parte delle opere eseguite, alla quantificazione economica e all’analisi tecnica della seconda perizia di variante richiesta dal Comune di Lecco. Palazzo Bovara aveva ribadito di avere gestito correttamente il contratto, nel rispetto delle norme e delle prescrizioni progettuali, e di essersi costituito in giudizio per tutelare le proprie ragioni.
La conclusione del procedimento resta al momento imprevedibile. Nel frattempo, l’annuncio della chiusura pro tempore sospende l’attività del teatro e riapre il tema delle conseguenze operative del contenzioso sui lavori e sull’utilizzo della struttura.